• Articolo , 13 aprile 2011
  • Bioetanolo di II generazione a km0: in Italia il primo impianto

  • Sono partiti i lavori di costruzione dell’impianto IBP. A regime produrrà 40.000 tonnellate l’anno di biofuel a partire da biomasse ligno-cellulosiche disponibili in filiera locale

(Rinnovabili.it) – La pietra che è stata posta ieri a Crescentino, provincia di Vercelli, alla presenza del Vicepresidente della Regione Piemonte Cavallera e del Segretario della Commissione Ambiente del Senato Fluttero, ha rappresentato una prima speciale. La cerimonia tenuta è quella dell’avvio dei lavori del impianto IBP (Italian Bio Products) del Gruppo Mossi&Ghisolfi che a partire dal 2012 produrrà, *primo nel mondo*, bioetanolo da biomasse ligno-cellulosiche.
Dietro al progetto un lavoro di ricerca durato 5 anni e costato 120 milioni di euro grazie al quale è nata nei laboratori di Chemtex l’innovativa *tecnologia PRO.E.SA.TM* pronta a procedere ora alla fase di scale-up industriale. A regime, vale a dire dal 2012, l’impianto sfrutterà la _Arundo Donax,_ la comune canna di fosso, disponibile in filiera locale (nel raggio di 40 km) per produrre *40.000 tonnellate l’anno di bioetanolo*. La scelta della materia prima è presto spiegata: la pianta oltre a possedere una significativa capacità di sequestro di CO2 ed a non entrare in conflitto con il mercato alimentare, è in grado di crescere su terreni marginali, con basso consumo di acqua e fertilizzanti. Inoltre, la parte lignea della canna non convertibile in etanolo sarà riutilizzata come combustibile per gli impianti di generazione elettrica.
Nello sviluppo del progetto e della tecnologia, M&G ha potuto contare sul contributo di partner quali l’ENEA, il Politecnico di Torino, la stessa Regione Piemonte e la società danese Novozymes.