• Articolo , 27 gennaio 2011
  • Biofuel, in Uk solo il 31% rispetta criteri di sostenibilità

  • Carburanti sostenibili spesso dannosi per i problemi che causano in termini di cambio d’uso del suolo e deforestazione. L’allarme lanciato dalla Renewable Fuels Agency suggerisce standard più rigidi e obiettivi a breve termine

(Rinnovabili.it) – Meno di un terzo dei biocarburanti utilizzati per solcare le strade del Regno Unito rispettano gli standard ambientali stabiliti dal Governo per quanto concerne l’utilizzo razionale dell’acqua, la qualità del suolo e lo stoccaggio di carbonio. La Renewable Fuels Agency ha infatti dichiarato che solo il 31% dei biocarburanti per l’alimentazione degli impianti con l’obiettivo di ridurre i danni legati al cambiamento climatico hanno rispettato le caratteristiche elencate. Del restante 69%, infatti, non si conosce la provenienza né se le modalità di produzione sono state sostenibili.
A tal proposito Nick Goodall, presidente dell’Agenzia per i carburanti rinnovabili ha dichiarato “Abbiamo visto dei progressi da parte dei fornitori per ciò che riguarda la miscelazione dei carburanti da erogare, ma in molti casi si è rilevata troppo lenta. In molti sono in ritardo e fanno scendere la media dei virtuosi. Con l’adozione di criteri di sostenibilità rigidi introdotti mediante la Direttiva sulle energia rinnovabili le aziende che attualmente non rientrano negli standard dovranno apporre cambiamenti e modificare il proprio modo di operare.”
Nonostante tutto i fornitori abbiano superato l’obiettivo di riduzione degli inquinanti emessi del 45% con un risparmio di carburanti fossili del 51% valori che però non tengono conto delle emissioni di carbonio indirette derivanti dal cambio d’uso del suolo, numeri che potrebbero stravolgere e annullare i benefici ambientali conseguenti all’utilizzo di biocarburanti, accelerando addirittura il cambiamento climatico e l’innalzamento della temperatura globale.
Con la maggior dei biocarburanti di importazione il Regno Unito segnala un 31% di biodiesel prodotti dalla soia nel biennio 2009/2010, dati che confermano l’insostenibilità della produzione di carburanti verdi dalla lavorazione di vegetali altrimenti impiegati per l’alimentazione, che stanno aumentando il problema della deforestazione e il quantitativo delle emissioni legate al disboscamento, necessario per far posto alle nuove coltivazioni.