• Articolo , 3 dicembre 2009
  • Biofuel, per l’Ecipe la politica Ue è costosa e protezionista

  • Da uno studio European Centre for International Political Economy, l’economista Fredrik Erixon, spinge per una revisione della Direttiva Ue sull’energia rinnovabile da biocarburanti

(Rinnovabili.it) – Nell’ultimo Rapporto dell’European Centre for International Political Economy (ECIPE), “Green Protectionism in the European Union:”:http://cts.businesswire.com/ct/CT?id=smartlink&url=http%3A%2F%2Fwww.ecipe.org%2Fgreen-protectionism-in-the-european-union-how-europe2019s-biofuels-policy-and-the-renewable-energy-directive-violate-wto-commitments%2FPDF&esheet=6110768&lan=it_IT&anchor=In+un+nuovo+studio+dedicato+alla+politica+dell%27Unione+Europea+relativa+ai+biocarburanti&index=1&md5=8e25d3700b012e11539aa5d573881cc5, si è ampiamente discusso e criticato la nuova direttiva dell’Unione Europea circa la politica di sviluppo, da questa avanzata, in tema di biocarburanti.
L’economista Fredrik Erixon, che ha condotto lo studio, ha evidenziato nella Direttiva Europea di riferimento il sostanziale slittamento degli scopi di salvaguardia ambientale e della ricerca di soluzioni alternative all’uso dei combustibili fossili in dichiarate strategie di protezionismo per la produzione nazionale rispetto alla concorrenza estera.
“La politica europea relativa ai biocarburanti – ha dichiarato Erixon – confina con la follia economica. È costosa e protezionistica. È ideata per sostenere gli agricoltori europei piuttosto che per offrire un’alternativa ai consumi di carburante fossili per fini energetici”.
Non nasconde l’economista che di fatto la ricerca, che arriva in concomitanza dell’atteso Convegno di Ginevra che riunisce le delegazioni internazionali per discutere del futuro dell’Organizzazione Mondiale per il Commercio (OMC), farà riflettere sull’ipotetica possibilità che un reale ed effettivo adempimento delle disposizioni dettate nella Direttiva UE, rischierebbe chiaramente di compromettere il ruolo dell’Unione Europea nei confronti degli obblighi professati dall’OMC.
I risultati del Rapporto parlano chiaro e lo fanno attraverso i dati disponibili che riguardano le sovvenzioni europee per tale settore. L’Unione europea ha sovvenzionato tale settore per un lungo periodo, sostiene Erixon. Le sovvenzioni ammontano a circa 4 miliardi di euro il che è significativo per un settore così piccolo; un altro modo di guardare le sovvenzioni è che ogni tonnellata di emissioni di CO2 evitata con l’uso dei biocarburanti,è sostenuta dalla Ue con 4400 euro. Per ogni tonnellata di riduzione ottenuta con l’aiuto di sovvenzioni in Europa, almeno 20 tonnellate di CO2 equivalenti compensazioni potrebbero essere acquistati sul clima europeo di Exchange.
In aggiunta a ciò, la probabilità che molti dei produttori esteri vengano esclusi a priori dal mercato europeo dei biocarburanti si va sempre più concretizzando.
Se non si applicheranno – sostiene l’analista – modifiche al regolamento legislativo sull’energia rinnovabile, l’Europa procederà senza intralci all’integrazione di un provvedimento tecnico secondo il quale, i tagli di CO2 dati dalla produzione di un nuovo biocarburante, devono raggiungere un minimo del 35%, e dove le questioni prettamente ambientali si dissolvono senza che vengano minimamente prese in considerazione.