• Articolo , 26 febbraio 2010
  • Biofuel: produttori italiani ostacolati da costi e concorrenza extra UE

  • L’Unione Produttori Biocarburanti denuncia la preoccupazione che ha investito il settore e chiede alle istituzioni un maggior impegno

(Rinnovabili.it) – L’industria italiana dei biocarburanti lancia l’allarme. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto che stabilisce le percentuali minime di biocarburanti da immettere obbligatoriamente in mercato 2010-2012, il settore si trova in un momento delicato e non nasconde un vicino periodo di crisi interna.
La motivazione è da ricercare nel provvedimento stesso che apre le importazioni di biocarburanti dall’estero a discapito del prodotto locale, per il quale non sono state previste misure di sostegno. L’Unione Produttori Biocarburanti fa il punto della situazione mettendo in luce le criticità strutturali che inevitabilmente penalizzano e penalizzeranno gli operatori nazionali, a partire dai costi di produzione maggiori in Italia rispetto agli altri paesi sia comunitari sia, soprattutto, extracomunitari dove il prezzo dell’energia elettrica e della manodopera sono minori. “Senza un pronto e deciso intervento delle istituzioni, le conseguenze di questa situazione sono facilmente intuibili e, di questo passo, difficilmente la crisi del settore potrà essere risolta”, ha sottolineato Giancarlo Jacorossi, Presidente Assocostieri Unione Produttori Biocarburanti. “Siamo estremamente preoccupati perché alcuni operatori nazionali sono già stati costretti alla chiusura, mentre impianti pronti a entrare in funzione sono fermi, significativi investimenti già programmati per il 2010 sono stati rinviati ed è a rischio un migliaio di posti di lavoro”. I paesi extra Ue – Argentina, Brasile, Malesia, USA e Canada – possono contare anche su un contesto legislativo e autorizzativo più favorevole rispetto a quello nostrano e vantaggiosi incentivi ad hoc utilizzati anche per le esportazioni in Europa in grado di distorcere la concorrenza.
A preoccupare sono anche i grandi speculatori internazionali “che, attraverso strumenti finanziari, usano il biodiesel come sottoprodotto di giochi speculativi che niente hanno a vedere con la realtà dell’industria e del mercato”, così come lo spread dei prezzi Gasolio/Olio vegetale che nel corso degli anni è passato dall’essere positivo a fortemente negativo. “I produttori italiani di biocarburanti sono pronti ad affrontare le sfide e gli obiettivi imposti dall’Unione Europea, rispettando regole di sostenibilità chiare, di tracciabilità e di qualità del prodotto, impegnandosi in ricerche, studi e investimenti per individuare nuove materie prime e promuovere prodotti di seconda generazione”, ha concluso Jacorossi. “Ma tutto ciò, necessita di condivisione degli impegni e di certezza normativa”.