• Articolo , 23 febbraio 2011
  • Biomassa locale tassello importante della politica energetica

  • Con la campagna informativa “Il nostro legno, la nostra energia” gli obiettivi che si pongono gli organizzatori sono: l’informazione di contadini e altri proprietari forestali e dei clienti del teleriscaldamento, la sensibilizzazione dei fruitori di legno-energia e dei cittadini in genere sui vantaggi del legno energia di origine locale, nonché l’incremento della quota di utilizzo […]

Con la campagna informativa “Il nostro legno, la nostra energia” gli obiettivi che si pongono gli organizzatori sono: l’informazione di contadini e altri proprietari forestali e dei clienti del teleriscaldamento, la sensibilizzazione dei fruitori di legno-energia e dei cittadini in genere sui vantaggi del legno energia di origine locale, nonché l’incremento della quota di utilizzo di legno locale.
Attualmente, come ha riferito il presidente Durnwalder della produzione annua altoatesina di 1milione 800mila metri steri di legno il taglio annuale è di solo 550.000/600.000. Il fabbisogno annuo delle 67 centrali di teleriscaldamento a biomassa esistenti in Alto Adige ammonta a 1milione 200 mila metri steri all’anno e potrebbe essere così coperto da biomassa locale. Ma al momento attuale dai boschi locali con fornitura diretta dai proprietari di boschi privati avviene solo per il 10 per cento (circa il 50 per cento proviene da segherie locali, ed il resto da fuori provincia), che è troppo poco come ha sottolineato Durnwalder. È necessario aumentare la fornitura annuale locale verso le centrali di teleriscaldamento a biomassa. In tal senso vanno gli incentivi per facilitare la coltivazione dei boschi, ad esempio per la realizzazione di strade forestali per facilitare l’asporto di legname; infatti, come ha fatto presente Durnwalder oltre 9.000 dei 21.000 proprietari privati di boschi in Alto Adige (la cui superficie è coperta per oltre la metà da boschi) detiene solo 2,5 ettari a testa di bosco, un fatto che rende difficoltosa la gestione e la commercializzazione. Un altro passo per incrementare la fornitura di biomassa dai boschi locali è la Convenzione stipulata fra Südtiroler Bauernbund e Consorzio biomassa per i contratti individuali fra contadini e aziende del teleriscaldamento, che però non lascia vedere ancora gli esiti desiderati.
L’assessore provinciale all’ambiente, Michl Laimer, che la Provincia di Bolzano si indirizza sempre più verso l’indipendenza energetica avvalendosi di energia pulita e rinnovabile a prezzi competitivi; la biomassa è un importante tassello di questa strategia. In Alto Adige sono 67 le centrali di teleriscaldamento a biomassa con 11.820 allacciamenti per complessive 20.000 famiglie e 715 chilometri di rete. Per giungere all’indipendenza energetica, accanto al risparmio energetico e all’efficienza energertica si punta alle energie rinnovabili; è necessario, però, anche da parte di tutti, come ha detto Laimer, la disponbilità ad accettare nuove forme di energia ed i relativi costi. Da parte sua Hanspeter Fuchs, presidente Consorzio biomassa Alto Adige, ha ricordato come in alto Val Pusteria grazie alla collaborazion con la Forestale si sia potuto fissare un prezzo unitario per la fornitura di legname alle Centrali di teleriscaldamento (circa 42 Euro al metro stèro) che rende interessante per i contadini la coltivazione del bosco e che potrebbe essere da modello per il resto della provincia.
Per questa ragione, come ha fatto presente Leo Tiefenthaler, presidente Südtiroler Bauernbund, è stata avviata, con la presentazione odierna, la campagna di sensibilizzazione “Il nostro legno. La nostra energia”.
Fra i fattori vantaggiosi dell’impiego di biomassa locale vi è un impulso all’economia locale: diminuiscono i flussi economici verso fornitori esteri; cresce l‘occupazione soprattutto lontano dai centri urbani; si crea una fonte di reddito aggiuntivo e sicuro per contadini / proprietari di superfici boschive e una possibilità di valorizzare anche legno non pregiato; proprietà e gestione di superfici boschive possono di nuovo diventare convenienti; contratti di fornitura a medio-lungo termine permettono una migliore pianificazione ad entrambe le parti (fornitore e centrale termica).
Favorevoli anche gli aspetti legati ai trasporti brevi: con l‘aumento del prezzo di combustibili fossili aumenta anche il costo di trasporto del cippato; legno dai boschi locali comporta vie di trasporto brevi, riducendo il traffico di mezzi pesanti: meno costi, meno inquinamento.
Una centrale termica in Alto Adige, come ha riferito il presidente Durnwalder, consuma mediamente ca. 18.000 metri steri di cippato così che tutte le 67 centrali termiche consumano insieme ca 1,2 milioni di metri steri all’anno facendo risparmiare complessivamente già oggi circa 84 milioni di litri di olio combustibile all’anno.
Come ha detto Josef Rottensteiner, segretario generale della Camera di Commercio, è importante sostenere la produzione di legname locale e rafforzare i circuiti locali.