• Articolo , 9 maggio 2007
  • Biomasse in audizione al Senato

  • Con l’energia da biomasse vergini si risparmia il 30% rispetto al gasolio; in sei anni le centrali sono salite a 54 e, a detta dei tecnici del settore, c’è spazio per arrivare fino a 500. Ma è indispensabile che il Governo presti maggiore attenzione a questo comparto

La Commissione agricoltura del Senato ha ricevuto oggi una delegazione delle maggiori associazioni italiane nell’ambito delle fonti rinnovabili derivate dal settore agricolo. I rappresentanti di CNER (Consorzio Nazionale Energie Rinnovabili agricole), FIPER (Federazione Italiana Produttori di Energia da fonti Rinnovabili), AIEL (Associazione Italiana Energie agroforestali) e FIRE (Federazione Italiana per l’uso Razionale dell’Energia) hanno sottolineato la necessità di rivedere i meccanismi di incentivazione collegandoli ad un miglior utilizzo delle risorse e premiando le attività che danno vantaggio al territorio.
“Le energie rinnovabili devono essere a chilometro zero, ovvero essere prodotte in ambito locale e favorire i nostri imprenditori – osserva Marino Berton, presidente AIEL. Ci sono in Italia moltissimi boschi in stato di abbandono che bisognerebbe invece recuperare con un piano di gestione per la produzione di biomassa vergine. Si pensi inoltre a tutti gli scarti delle potature di olivi, vigneti, mele e pere che potrebbero essere utilizzati per la produzione di energia termica. Si calcola che ogni metro di filare di vite equivale a un chilo di biomassa”. (fonte Ansa)