• Articolo , 22 luglio 2008
  • Biomasse: un mercato in crescita in un’Europa affamata d’energia pulita

  • L’Italia, assieme a Svezia, Olanda, Danimarca, Belgio, Germania e Austria, tra i Paesi più attivi nella creazione di impianti di biomasse in considerazione degli incentivi offerti

Ancora uno sguardo al futuro della biomassa nel mercato europeo, stavolta a cura di Frost & Sullivan, ed ancora una volta delle rosee previsioni per questa fonte energetica. Da quanto emerge dalla nuova analisi di mercato “Strategic Assessment for European Biomass Energy Markets”, le biomasse prenderanno sempre più piede nel settore energetico europeo, andando a un ruolo cruciale nel conseguimento dell’obiettivo europeo, il “20-20-20” Attualmente sono la fonte energetica rinnovabile a più largo impiego che offra in modo sostenibile ed economico una risposta alla domanda energetica europea. Grazie ad un prezzo competitivo, questa costituisce, infatti, due terzi dell’offerta energetica da fonti rinnovabili offrendo anche l’opportunità di ridurre le emissioni di CO2. Circa il 5% del consumo totale di energia in Europa è oggi il risultato dell’uso delle biomasse: in Finlandia, Svezia e Austria, dove sono state messe a punto politiche energetiche di promozione delle biomasse, queste quote raggiungono il 15-20%. “Il prezzo crescente del petrolio in combinazione con la scarsità di risorse energetiche sicure, hanno reso le fonti energetiche locali molto più appetibili”, fanno notare gli analisti di Frost & Sullivan che hanno condotto questa ricerca. “Una linea di prodotti energetici diversificata e contenente le energie rinnovabili, distribuite sul territorio e prodotte in cogenerazione è essenziale alla salute del mercato energetico europeo. Queste nuove tendenze sottolineano l’importanza della produzione di energia dalle biomasse”. A far da deterrente è invece il costo capitale teso alla costruzione delle centrali energetiche: gli investimenti iniziali sono così sostanziali che ne rendono ancora molto complicato lo sviluppo anche per i potenziali consumatori di medio livello, nonostante. “Bisogna, inoltre’ aggiungere che le biomasse sono ancora viste come ‘combustibili del passato’ a causa del basso rendimento e le considerevoli emissioni” sottolineano i ricercatori. “Un’installazione con bruciatori puliti in regola con i nuovi standard risolve le questioni legate agli effetti avversi alla salute e agli alti livelli di emissioni nell’ambiente. Garantire costi accettabili e una scorta adeguata di biomasse saranno i fattori critici nell’implementazione di questi progetti bioenergetici”.