• Articolo , 26 settembre 2008
  • Bioplasitca: l’Italia utilizza solo il 40% della produzione

  • La scalata all’educazione all’uso delle plastiche biodegradabili dovrebbe cominciare, sottolinea l’associazione, proprio dalle mense, soprattutto quelle scolastiche

Nonostante possa considerarsi a pieno titolo trai leader mondiali per la produzione delle plastiche “verdi” l’Italia dimostra di non essere ancora in grado di utilizzare appieno il suo stesso potenziale. Secondo quanto riporta l’associazione “Chimica verde Bionet” oltre il 60% della produzione nazionale di biopolimeri viene esportato, mentre il restante 40% è utilizzato per la produzione di materiale per catering. La causa è da ricercare in “una normativa che ancora non è indirizzata in maniera adeguata all’educazione del risparmio nella plastica”. Chimica verde spiega che l’utilizzo dei biopolimeri rappresenterebbe un’importante soluzione da vari punti di vista, a partire dal risparmio energetico per la loro produzione: fino al 75 in meno di energia e fino all’80% in meno di emissioni gas serra. “A questo proposito noi proponiamo patti di filiera adeguati – spiega Lorenzo D’Avino, di Chimica verde – in particolare nei settori delle oleaginose e delle amidacee, oltre a sottolineare l’importanza di puntare su colture intensive a basso impatto ambientale e quindi libere da Ogm”.