• Articolo , 6 luglio 2009
  • Blair: per ridurre le emissioni serve collaborazione

  • I Paesi industrializzati dovrebbero sostenere le politiche dei Paesi in via di sviluppo in modo da ottenere grandi risultati in termini di riduzione delle emissioni nocive

(Rinnovabili.it) – L’ex Primo ministro inglese Tony Blair ha dichiarato che la Cina ha deciso di cambiare i propri obiettivi in termini di emissioni di CO2 mentre i leader del G8 stanno fissando nuovi termini di riduzioni: tagli dell’80% entro il 2050.
Durante l’incontro italiano i Paesi partecipanti potrebbero anche richiedere delle misure al fine di evitare che la temperatura del Pianeta si alzi oltre i 2 °C.
Per questo Blair ha esortato le nazioni industrializzate ad intraprendere subito dei piani ecologici a breve termine, in modo da fermare il climate change incrementando l’utilizzo di tecnologie pulite e supportando i Paesi poveri nella salvaguardia delle loro preziose foreste.
Blair ha insistito sull’urgenza dell’agire contro i cambiamenti climatici, visto che i progressi tecnologici sono stati compiuti riuscendo anche a coinvolgere i governi di alcuni delle più grandi economie del mondo.
“Abbiamo un’amministrazione americana impegnata ad affrontare il cambiamento climatico” – ha affermato l’ex Primo Ministro -“Abbiamo un’amministrazione cinese che non si rivolge più agli altri dicendo ‘siete la causa del problema – risolvetelo’, ma si è immerso in questa sfida”.
Ma il Primo Ministro Blair ha aggiunto che sono necessarie soprattutto “pratiche politiche” se lo scopo della lotta contro il riscaldamento globale è quello di essere efficace.
Blair ha anche commentato un documento presentato in anticipo rispetto al Forum de L’Aquila. Il documento espone sette politiche per ridurre l’anidride carbonica nel breve e lungo termine.
Queste comprendono interventi per una maggiore efficienza energetica, arresto della deforestazione, basso tenore di carbonio utilizzando fonti di energia “green” fino all’investimento in tecnologie necessarie per ridurre le emissioni di CO2 tra il 50% e 85% entro il 2050.
Tony Blair, riferendosi alla Conferenza di Copenhagen sul Clima ha detto che, a differenza dei precedenti eventi di, Kyoto nel 1997 e di Gleneagles nel 2005, che si sta per verificare un evento “quasi universale” a conferma dell’accettazione delle prove scientifiche del fatto che il cambiamento climatico è ormai una realtà.
E’ stato infatti calcolato che quasi la metà della riduzione delle emissioni potrebbe essere raggiunto fermando la deforestazione e il degrado delle foreste, come riportato nella relazione, cosa che richiederebbe l’impegno concreto delle nazioni più ricche a favore dei Paesi in via di sviluppo.
Si è parlato anche della necessità di investimenti in energie alternative “pulite”, come l’energia eolica e solare, così come la cattura e lo stoccaggio del carbonio, e di nuova generazione nucleare.