• Articolo , 26 giugno 2007
  • Bocciatura del TAR al Parco eolico di Scansano

  • La sentenza ha dichiarato illegittime le torri eoliche perchè autorizzate senza il ricorso alla valutazione di impatto ambientale

L’inaugurazione dei nuovi generatori eolici era avvenuta il 18 giugno ed era il risultato di un intesa tra il Comune e la società Endesa Italia, mentre il pronunciamento del Tar è del 4 aprile scorso, in merito a un riscorso presentato dall’imprenditore agricolo Jacopo Biondi Santi, produttore di Brunello e Morellino, e dell’associazione Italia Nostra. Secondo l’accusa i permessi erano stati concessi senza una adeguata valutazione di impatto ambientale. Il parco eolico, realizzato con un investimento di 25 milioni di euro, è composto da 10 pale altre 67 metri ed è in grado di produrre ogni anno 40 milioni di Kwh, ovvero copre il fabbisogno di una cittadina di 50.000 abitanti. Il sindaco di Scansano, Flavio Morini, ha dichiarato in un’intervista: “Non abbiamo ancora letto le motivazioni, mi risulta però che siano stati riscontrati vizi di procedura. Se così fosse, vedremo cosa sarà possibile fare”. Numerose le reazioni alla notizia della sentenza: Ermete Realacci ha dichiarato: “Nel giorno in cui i consumi energetici sfiorano il picco massimo e con il rischio blackout, la bocciatura dell’impianto eolico di Scansano in Toscana, suona davvero come una nota stonata”. Francesco Ferrante, direttore generale di Legambiente, è dello stesso parere: “Rispettiamo la sentenza ma al di là dei problemi procedurali, a Scansano, come in tutta Italia, senza eolico non c’è energia pulita. L’eolico è una delle vie maestre per combattere i mutamenti climatici, il progetto di questo comune è un buon esempio di come le pale eoliche possano inserirsi in modo armonico anche in un paesaggio delicato e prezioso come quello toscano”. L’unico parere dissonante e isolato è quello di Carlo Ripa di Meana, presidente di Italia Nostra, che ha dichiarato: “In un paese come l’Italia, ricco di storia e monumenti, non si può fare l’eolico industriale impiantando macchine gigantesche, se non forzando costantemente le norme di tutela paesaggistica e ambientale”. (fonte Ansa)