• Articolo , 25 settembre 2009
  • Bologna, al via il Forum sul cambiamento climatico

  • Due giornate per far sentire la propria voce sul cambiamento climatico. Il 26 e 27 settembre un campione di 100 cittadini residenti in provincia si riunirà a Bologna e per due giorni discuterà con esperti e facilitatori attorno al tema. In tutto otto sessioni di lavoro, ognuna delle quali terminerà con una votazione. Un esempio […]

Due giornate per far sentire la propria voce sul cambiamento climatico. Il 26 e 27 settembre un campione di 100 cittadini residenti in provincia si riunirà a Bologna e per due giorni discuterà con esperti e facilitatori attorno al tema. In tutto otto sessioni di lavoro, ognuna delle quali terminerà con una votazione. Un esempio di democrazia partecipativa che si svolgerà – per la prima volta, in contemporanea e con le stesse modalità – in altri 39 Paesi.

L’iniziativa si lega al progetto danese World Wide Views on Global Warming (www.wwviews.org) e si propone di portare la voce dei cittadini alla Conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico che si terrà a Copenhagen nel dicembre 2009. Il Dipartimento di Scienza Politica dell’Università di Bologna è il partner italiano del progetto (responsabile del progetto è il prof. Rodolfo Lewanski). Per l’Italia il Forum dei cittadini sul clima si svolgerà così a Bologna, nella sede della Fondazione Alma Mater.

“La Fondazione – spiega il presidente Walter Tega – sostiene l’edizione italiana di questa iniziativa internazionale in coerenza con il proprio mandato. Nel suo ruolo di collegamento fra l’Università di Bologna e la società, promuove infatti la formazione, l’innovazione e la ricerca in ambiti di frontiera promuovendo e realizzando iniziative che favoriscano un confronto multidisciplinare e rivolgendo particolare attenzione al tema, mai così attuale e cogente, del nuovo paradigma economico rappresentato dalla Green Economy”.

All’iniziativa partecipano 100 cittadini, un campione rappresentativo della popolazione. Tutti i partecipanti ricevono materiali informativi sul cambiamento climatico: imparziali e appositamente predisposti. Durante la due giorni elaboreranno quindi le proprie posizioni e raccomandazioni, attraverso l’acquisizione di informazioni e la discussione in piccoli gruppi, in un clima di ascolto, rispetto e dialogo, assistiti da uno staff di facilitazione.

Durante la prima giornata, in contemporanea in tutti i 40 Paesi, si discuterà dalle 9.30 del mattino alle 18.30 dei temi generali: dal cambiamento climatico e le sue conseguenze agli obiettivi a lungo termine, dalle proposte per ridurre i gas ad effetto serra all’evoluzione dell’economia per produrre alla fine le Raccomandazioni per i negoziati di Copenaghen, documento che insieme a quelli prodotti negli altri 39 Paesi sarà portato alla Conferenza sul clima.

In Italia si è deciso di proseguire i lavori anche il giorno successivo. La sessione – sostenuta dal consorzio Spinner 2013, incaricato dalla Regione di gestire una Sovvenzione globale per l’innovazione – per approfondire attraverso altre tre sessioni di lavoro come la sfida del cambiamento climatico possa rivelarsi un’opportunità di sviluppo dell’economia e dell’occupazione anche in una fase di crisi economica, specificamente nel territorio della provincia di Bologna.

“La Green Economy – spiega il presidente di Spinner Paolo Bonaretti – oltre ad essere una sfida costituisce una grande opportunità di sviluppo. Per coglierla questa rivoluzione deve però partire dal basso, dal vissuto delle persone, valorizzando la loro disponibilità al cambiamento e le esperienze che già sono in essere sul territorio”.

Al centro del confronto la possibilità di realizzare a Bologna pale eoliche, la gestione dei rifiuti, le scelte dell’amministrazione locale per promuovere comportamenti a bassa emissione.

Il progetto, che gode del patrocinio della Provincia di Bologna e della Regione Emilia-Romagna, è stato reso possibile grazie al sostegno ricevuto dalla Fondazione del Monte di Bologna, dalla FAM e dal Consorzio Spinner 2013.