• Articolo , 14 ottobre 2010
  • Brescia, Zambetti: meno consumi in casa? Si può

  • Un tavolo di confronto allargato a tutti i soggetti interessati, per dimostrare che anche nel pubblico si possono realizzare case a risparmio energetico. E’ il “Forum dell’Edilizia” che si è svolto presso la Sede territoriale regionale di Brescia, cui ha partecipato l’assessore alla Casa Domenico Zambetti. “Se il centro delle politiche pubbliche deve essere l’attenzione […]

Un tavolo di confronto allargato a tutti i soggetti interessati, per dimostrare che anche nel pubblico si possono realizzare case a risparmio energetico. E’ il “Forum dell’Edilizia” che si è svolto presso la Sede territoriale regionale di Brescia, cui ha partecipato l’assessore alla Casa Domenico Zambetti.

“Se il centro delle politiche pubbliche deve essere l’attenzione ai bisogni del cittadino – ha esordito Zambetti – sarebbe imperdonabile non capire quali siano le nuove sensibilità emergenti. E il rispetto dell’ambiente è una di loro”.

Ed è esattamente questa la logica che sta alla base del Piano Clima approvato lo scorso febbraio dalla Giunta regionale. Un provvedimento che rappresenta il contributo della Lombardia al perseguimento degli obiettivi europei “20-20-20”, vale a dire migliorare l’efficienza energetica complessiva del 20% entro il 2020, attraverso molteplici linee di lavoro: rendimento energetico nell’edilizia, etichettatura energetica degli edifici, progettazione ecocompatibile, la cogenerazione e promozione di buone pratiche. Nella stessa direzione vanno anche i bandi recentemente presentati dal presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni e dall’assessore all’Ambiente Marcello Raimondi, per rendere sempre più efficienti, e quindi meno costose per le tasche dei cittadini, le caldaie lombarde.

Un piano da 22,5 milioni di euro, che cambierà il volto dei sistemi di riscaldamento attualmente diffusi. Particolarmente ambizioso, in questa direzione, l’obiettivo di rendere obbligatoria, dal 2011, l’installazione di strumenti per la termoregolazione e la contabilizzazione di tutti gli impianti termici centralizzati nella zona critica A1 (210 comuni nelle province di Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Mantova, Milano, Pavia e Varese e 4,7 milioni di abitanti). Brescia, al momento, sta facendo la parte del leone, essendo la provincia lombarda più teleriscaldata.

“Il sistema Lombardia – ha sottolineato Zambetti – deve rispondere, com’è abituato a fare, in maniera coordinata con l’apporto di tutti i soggetti: le istituzioni, con indirizzi e politiche attente nella definizione dei bandi di finanziamento, del sostegno economico e finanziario, nella predisposizione di regolamenti e con i nuovi Piani di Governo del Territorio da parte dei Comuni; gli operatori, pubblici e privati, nella realizzazione degli interventi di riqualificazione e di nuova realizzazione; i professionisti, cui sono richieste una competenza e una qualificazione sempre più specializzate; il sistema delle imprese, che deve rendere disponibile la componentistica necessaria”.

“Da parte nostra – ha aggiunto Zambetti -, con il Programma di riqualificazione urbana per alloggi a canone sostenibile e un finanziamento di 53 milioni di euro, abbiamo previsto l’obbligo di garantire una maggiorazione del 30% del rendimento energetico degli alloggi, da realizzare o recuperare, rispetto agli obblighi della normativa nazionale”.

“Tutto ciò – ha concluso l’assessore – sarebbe vano se venisse meno un fattore fondamentale, vale a dire l’educazione. I cittadini, prima ancora delle istituzioni, delle imprese, di ogni attore della società, sono chiamati ad adottare un comportamento virtuoso e responsabile per il rispetto dell’ambiente. Possiamo costruire tutti i pannelli fotovoltaici del mondo, ma se poi manca il fattore E, se poi manca quell’atteggiamento personale dettato dalla consapevolezza che ogni cambiamento nasce innanzitutto da se stessi, non arriviamo a nulla di concreto”.