• Articolo , 24 giugno 2010
  • Britannia, il colosso off shore che sfida Eolo

  • Via libera ai lavori di costruzione di una mega turbina eolica off shore nel nord dell’Inghilterra con una potenza di 10 MW e tre pale ognuna del peso di più di 30 tonnellate. Un altro progetto da record dopo quello già avviato in Norvegia

(Rinnovabili.it) – A vederla da vicino potrebbe fare davvero paura. E’ una delle turbine eoliche off shore più grandi del mondo e anche il suo nome incute rispetto: Britannia. La turbina, che è in fase di costruzione a Blyth, cittadina della contea di Northumberland nel nord dell’Inghilterra, verrà installata nelle acque della regione nel corso dei prossimi due anni. Un mega impianto con cifre che eguagliano un “altro colosso”:http://www.rinnovabili.it/la-turbina-piu-grande-del-mondo-parlera-norvegese-402505 off shore, quello che si sta realizzando a Øygarden nella regione di Hordaland nel sud-ovest della Norvegia.
Britannia sarà, una volta completata, una turbina eolica con una potenza di 10MW, un’altezza di oltre 150 metri e un diametro di 145, e sarà dotata di tre pale ognuna dal peso di più di 30 tonnellate. Un vero e proprio gigante marino che emergerà dalle acque e che potrebbe aprire la strada ad altri progetti simili nell’industria eolica. Ad esserne convinto è stato il responsabile del progetto di Britannia realizzato dalla Clipper Windpower, Grainger, che ha sottolineato “Non ci sono vincoli tecnici per superare i limiti della dimensione – ha detto – Abbiamo solo bisogno di apportare alcune modifiche”. Tuttavia, è proprio l’usura del metallo causata dallo stress imposto dalla rotazione delle pale uno dei maggiori problemi di ingegneria che il team, ora al lavoro sull’aerogeneratore, dovrà risolvere. Un progetto che è stato già finanziato dalla Clipper Windpower con circa 44 milioni di sterline, che comprendono anche il costo dell’impianto a Newcastle in cui si stanno progettando le pale eoliche giganti. Britannia sarà inoltre finanziato da un ulteriore fondo di 5 milioni di sterline dall’agenzia di sviluppo regionale.