• Articolo , 22 aprile 2010
  • Burocrazia eolica: in Europa anche 50 mesi per ottenere un permesso

  • Rilasciato durante il terzo giorno della European Wind Energy Conference and Exhibition di Varsavia, il primo rapporto di Wind Barries rivela dove i progetti eolici trovino più ostacoli e dove la burocrazia sia più snella

(Rinnovabili.it) – Burocrazia, nota dolente anche per le fonti di approvvigionamento energetico più sviluppate e di cui non è certo esente l’eolico. Nel panorama dell’Unione Europea, la tecnologia eletta regina disegna un vero e proprio mosaico di cui si è occupato il “progetto Wind Barries”:http://www.windbarriers.eu/. Con il supporto finanziario della Ue e la coordinazione dalla European Wind Energy Association (EWEA) sono stati esaminati i ventisette Stati Membri in termini di tempi attuativi dei progetti eolici, raccogliendo informazioni aggiornate e complete circa le modalità amministrative e le barriere esistenti per l’accesso alla rete che ad oggi ostacolano lo sviluppo del settore.
I dati raccolti comprendono, tra l’altro, la tempistica per l’ottenimento dei permessi necessari, i costi connessi al processo, il tasso di successo e fallimento delle applicazioni e simili.
Il risultato di tale indagine? Ci vogliono in media 42 mesi per ottenere un consenso di costruzione per un parco eolico nel Vecchio Continente, con un range variabile per l’on-shore da 10 mesi a oltre 50. Le ragioni di questo disparità sono diverse, a partire dal numero di enti che si trovano a doversi coordinare fino alla mancanza di chiari orientamenti amministrativi per i progettisti. Tra i paesi più “veloci” Finlandia, con poco più di otto mesi necessari per ottenere i permessi, seguita da Austria (10 mesi), Romania (15 mesi), Italia (18 mesi circa), Belgio e Regno Unito. Decisamente “lenti” Spagna (57 mesi), Grecia (50 mesi) e la Polonia (43 mesi).
Il progetto ha anche esaminato il percorso autorizzativo nei termini di autorità da contattare in ogni paese al fine di ottenere le relative licenze. Risulta in questo caso prima in classifica la Danimarca con solo 5 enti, mentre la Grecia ha ben 41 autorità amministrative per le quali deve passare la richiesta di costruzione. “Se l’Europa è davvero determinata a raggiungere il 20% di energie rinnovabili entro il 2020, alcuni Stati membri dovranno obbligatoriamente razionalizzare le loro procedure di autorizzazione per le centrali eoliche”, ha spiegato Justin Wilkes, Policy Director EWEA. “Esistono un certo numero di misure che tutti gli Stati membri potrebbero adottare: la creazione di uno *sportello unico* come sistema di approccio per contattare le diverse autorità, redigere *linee guida* chiare, ed introdurre uno *snellimento* delle procedure burocratiche”.