• Articolo , 18 aprile 2011
  • Buste di plastica: anche il Consiglio di Stato conferma il divieto al commercio

  • Respinto il ricorso della Unionplast e di quattro aziende produttrici di shopper non biodegradabili contro il provvedimento del Ministero dell’Ambiente

(Rinnovabili.it) – Dopo il Tar del Lazio, anche il Consiglio di Stato conferma il veto alla “commercializzazione dei sacchi da asporto merci non conformi ai requisiti di biodegradabilità indicati dagli standard tecnici europei vigenti”.
Viene quindi respinta la richiesta avanzata da _Unionplast_ e da altre quattro aziende produttrici di shopper non biodegradabili, di sospendere il provvedimento con cui il ministero dell’Ambiente aveva disposto – di concerto con il Ministero dello Sviluppo Economico e con il dicastero della Tutela del Territorio e del Mare – il divieto di commercio delle comuni buste di plastica a partire dal *1° gennaio 2011*.
Il responsabile scientifico di Legambiente – Stefano Ciafani – commenta soddisfatto la sentenza del Consiglio di Stato: “L’innovazione ha vinto ancora una volta contro il vecchio modo di fare industria e di questo non possiamo che essere felici, visto che la battaglia per il divieto di commercializzare shopper di plastica usa e getta l’abbiamo portata avanti con convinzione fin dall’inizio”.
“Questa sentenza – aggiunge Ciafani – conferma la bontà di un provvedimento che guarda al futuro dell’ambiente e alla salute delle persone e degli animali. La pericolosità delle buste di plastica usa e getta disperse in natura è infatti cosa ben nota e anche nel Mediterraneo – ricorda l’ambientalista – si calcola che galleggino ben 500 tonnellate di rifiuti plastici che causano ogni anno la morte di migliaia di cetacei ed esemplari di altre specie marine. E’ per questo che la stessa Commissione europea sta studiando a livello comunitario una misura analoga al bando italiano”.
Secondo una nota del Ministero dello Sviluppo Economico, sarà comunque consentito lo smaltimento dei sacchetti di plastica non bio-degradabili – fino a esaurimento scorta – soltanto se acquistati dagli esercizi artigianali e commerciali entro l’anno 2010, purché questi vengano esclusivamente distribuiti a titolo gratuito in favore dei consumatori.