• Articolo , 3 settembre 2008
  • Cala il petrolio, ma non la benzina. Chi ci guadagna?

  • Anche i consumatori sono irritati dal fatto che, dopo un calo consistente del greggio, alla pompa i prezzi non hanno subito nessuna variazione

Consumatori ancora una volta increduli e arrabbiati per l’ennesima dimostrazione che, quando il greggio aumenta, il rialzo si avverte subito al distributore. Ma quando il costo cala, o non succede nulla (come si verifica in questi giorni), le riduzioni sono minime e comunque molto diluite nel tempo.
Proprio per questo Adusbef e Federconsumatori chiedono “un immediato intervento del governo” e calcolano che tutto ciò peserà sulle tasche degli automobilisti circa 84 euro l’anno. Chiedono quindi una “completa liberalizzazione del sistema di distribuzione”. Paolo Landi, (Adiconsum) sollecita il ministro Scajola a ripristinare il monitoraggio alla pompa e allo stesso tempo dice all’Antitrust di “indagare su eventuali comportamenti di trust delle compagnie petrolifere”. Secondo Landi, serve una maggiore collaborazione con l’Unione Petrolifera per “definire criteri trasparenti sull’adeguamento dei prezzi alla pompa”.
“A maggio – polemizza Landi – il petrolio era sugli stessi livelli di oggi con un costo al distributore di 4 cent in meno. Non c’è bisogno di grandi studi per capire che siamo di fronte a una non concorrenza a danno dei consumatori”. Anche l’Aduc sottolinea come la via per un calo del prezzo dei carburanti passi attraverso la liberalizzazione degli impianti. “La grande distribuzione – illustra l’associazione – potrebbe scontare 8-10 centesimi al litro se avesse la possibilità di collocare le installazioni all’interno della propria area commerciale ma a questa soluzione si oppongono i piccoli benzinai. Le Regioni, inoltre, impongono norme, come, per esempio, l’allineamento degli impianti alla sede stradale, che rendono difficile altre soluzioni”.
Per la Cna-Fita, l’associazione dei trasportatori, poi “i prezzi di gasolio e benzina corrono quando il greggio aumenta, ma restano quasi immobili quando le quotazioni calano” e se la prende ironicamente anche con “Mister Prezzi” (se ci sei batti un colpo!) e con l’Unione Petrolifera “che cerca di nascondersi dietro a ipotetiche svalutazioni dell’euro nei confronti del dollaro”.