• Articolo , 9 settembre 2011
  • Cambiamenti climatici fra mitigazione e adattamento

  • Si avvia a conclusione “Climatica…mente cambiando – Trentino clima 2001”, l’evento organizzato dalla Provincia autonoma di Trento, assieme a numerosi partners scientifici, che ha visto la partecipazione in questi giorni oltre una sessantina di esperti, italiani e dall’estero, a vario titolo impegnati ad affrontare quella che si delinea come una delle più importanti sfide del […]

Si avvia a conclusione “Climatica…mente cambiando – Trentino clima 2001”, l’evento organizzato dalla Provincia autonoma di Trento, assieme a numerosi partners scientifici, che ha visto la partecipazione in questi giorni oltre una sessantina di esperti, italiani e dall’estero, a vario titolo impegnati ad affrontare quella che si delinea come una delle più importanti sfide del nostro futuro. Oggi il convegno scientifico sugli impatti dei cambiamenti climatici fra mitigazione e adattamento.

Mitigazione, ovvero: come ridurre le emissioni di gas serra nell’atmosfera, responsabili, a detta della grande maggioranza degli esperti, del surriscaldamento del pianeta in questa fase storica (così diversa da quella che l’Europa ad esempio ha conosciuto dopo il 1000), e adattamento, ovvero come far sì che l’impatto del cambiamento climatico non abbia effetti rovinosi sull’uomo e sull’ambiente e possa invece, laddove possibile, aprire eventuali nuove opportunità. Queste, in brevissima sintesi, le due “facce” del problema, attorno al quale hanno dibattutto oggi i maggiori climatologi italiani presso la sala conferenze della Fondazione Bruno Kessler in via Santa Croce. E proprio da essi è arrivato un plauso sincero al Trentino per aver saputo organizzare un evento unico, che ha reso possibile un confronto a tutto campo difficilmente realizzabile in altre sedi.
Dagli organizzatori è stata fatta anche la scelta precisa di dare spazio, per ogni sessione, ad un giovane ricercatore trentino appartenente ad una delle realtà, Fbk (Marco Ajelli), Fondazione Mach (Irene Criscuoli) e Museo tridentino di scienze naturali (Mauro Gobbi), che stanno sviluppando delle ricerche in questo campo.
Soddisfazione dunque per un evento caratterizzato dall’ottimo livello delle relazioni e da una buona affluenza di pubblico, nonostante la specificità dei temi affrontati. Molti i ragionamento esposti oggi, impossibile sintetizzarli. Si è parlato di crescita delle emissioni da parte dei paesi che fino a qualche tempo fa definivamo in via di sviluppo, come la Cina, delle politiche di riduzione messe in campo dalla Ue (che punta, un po’ ottimisticamente, a un abbattimento dell’85% delle emissioni nel 2050 rispetto ai livelli del 1990), di innovazione tecnologica, di energie rinnovabili, di educazione ambientale e di effetti della comunicazione, del cambiamento culturale a cui tutti quanti siamo chiamati a far fronte, se vogliamo dare un futuro al pianeta.
Oltre al confronto scientifico, però, in “Climatica…mente cambiando” c’è spazio anche per la divulgazione e lo spettacolo. Stasera, al teatro Cuminetti, lo spettacolo “Waterfront: dialogo sull’acqua”, con Patrizio Roversi e Andrea Segrè. Domani sera, invece, sempre al Cuminetti, “Contronatura”, performance artistica ideata dall’associazione H2O+.Domenica, infine, alle 20.30, “Preghiera per Cernobyl”, recital teatrale di Emilio Frattini in collaborazione con Estroteatro.
Domenica un folto gruppo di partecipanti all’evento compirà un’escursione sulla Marmolada dove incontrerà anche i glaciologi che studiano il comportamento del ghiacciaio e, presso la diga di Fedaia, alcuni esperti dell’Enel.