• Articolo , 29 ottobre 2008
  • Cambiamenti climatici: il “libro bianco” della Cina

  • Pechino ammette per la prima volta d’essere uno degli stati più inquinati al mondo, ma chiede che siano le Nazioni più ricche a prendersi le maggiori responsabilità

E’ stato diffuso oggi il libro bianco della Cina, il documento contenete proposte per azioni globali in campi specifici e dedicato in questo caso alle emissioni inquinanti e alle alterazioni del clima. E se da una parte il governo cinese ammette la prima volta, d’essere consapevole d’inquinare quanto gli Stati Uniti, dall’altro esorta le nazioni più sviluppate a fornire aiuti finanziari e tecnologie per aiutare i paesi in via di sviluppo. Secondo quanto riportato nel White Paper, i paesi in via di sviluppo “devono adottare misure per adattarsi ai cambiamenti climatici, ridurre le loro emissioni al livello più basso possibile e tenere fede ai loro doveri nell’occuparsi dei cambiamenti del clima”. La questione dei cambiamenti climatici – ha dichiarato oggi Xue Zhenhua, un alto dirigente della Commissione Nazionale per le Riforme e lo Sviluppo, sta a cuore alla Cina ma “bisogna guardare a questo problema in modo equilibrato e prendendo in considerazione la storia”, senza dimenticare che il paese ha ancora davanti a sé anni di sviluppo e quindi necessiterà di enormi quantitativi di energia. “Secondo le informazioni a nostra disposizione le nostre emissioni sono circa allo stesso livello di quelle degli Stati Uniti. Se siano addirittura maggiori di quelle americane non e’ un dato di per sé importante”, ha precisato Xie convinto che siano i paesi più ricchi a doversi “assumere le maggiori responsabilità per i cambiamenti climatici dato che dal 1959 al 2000 hanno prodotto circa il 77% del totale dei gas inquinanti immessi nell’aria”.