• Articolo , 30 marzo 2011
  • Canada, primavera e disgelo aumentano l’inquinamento

  • Dalla fusione del manto nevoso acculatosi durante l’inverno arriverebbe la minaccia per falde acquifere ed organismi che, nascendo in primavera, sono particolarmente vulnerabili

(Rinnovabili.it) – Per la University of Toronto Scarborough (UTSC) la primavera non ha solo riscontri positivi. La bella stagione nasconderebbe infatti un lato oscuro, come affermato dal chimico ambientale Torsten Meyer “Durante i mesi invernali i contaminanti si accumulano nella neve. Quando la neve si scioglie queste sostanze chimiche vengono rilasciate nell’ambiente in concentrazioni elevate”.
In un laboratorio speciale nel quale la temperatura viene controllata meccanicamente vengono create delle vasche di simulazione contaminate con sostanze organiche in modo da poter monitorare, in fase di scioglimento della neve artificiale, il comportamento degli inquinanti che emergono dal manto nevoso in fusione.
La ricerca di Meyer rivela però una sorpresa preoccupante “Uno dei principali risultati è che c’è, all’inizio della fusione, un picco di contaminanti” che con la stagione calda creano una sorta di _diluvio inquinante_.
Con il passare dei giorni la neve si sporca, acquistando un colore scuro e accumulando diverse sostanze tra cui pesticidi, gas di scarico, vernici che potrebbero contaminare le falde acquifere e le acque di superficie. Per ovviare alla problematica secondo Meyer le città dovrebbero selezionare con cautela siti di contenimento per proteggere il territorio dal rilascio delle sostanze nocive.
“Ottenere informazioni quantitative sul flusso di contaminanti di un manto nevoso in fusione è particolarmente importante”, ha dichiarato il professor Frank Wania, capo del gruppo di ricerca di Meyer alla UTSC “La fusione spesso coincide con i periodi di tempo in cui molti organismi acquatici sono in una fase vulnerabile del loro ciclo di vita”.