• Articolo , 10 agosto 2007
  • Canada: tutti favorevoli, ma nessun accordo raggiunto

  • Il vertice dei premier canadesi, in svolgimento in questi giorni, è finalizzato alla creazione di un piano comune per la riduzione delle emissioni dei gas inquinanti. Mentre il Quebec punta sulla vendita della propria energia verde, l’Alberta difende i propri giacimenti petroliferi.

Nella città canadese si sta svolgendo in questi giorni un vertice dei leader delle dieci Province e dei tre Territori, riuniti per discutere di un piano comune per la riduzione delle emissioni dei gas inquinanti e creare un sistema nazionale di distribuzione di energia al fine di assicurare un equo uso di queste risorse per tutti i cittadini del Paese. Il premier del Quebec Jean Charest, tuttavia, ha fatto sapere la volontà della sua Provincia di mantenere il pieno controllo delle sue risorse, senza nessuna interferenza del governo federale, e di capitalizzare al massimo l’aspetto economico, vendendo le immense risorse idriche ed eoliche al resto del Paese. Tutti i premier non hanno però sottovalutato la possibilità di vendere parte delle loro risorse agli Stati Uniti, dove i guadagni sarebbero superiori, ma le principali divisioni rimangono a causa dell’utilizzo, la distribuzione e l’estrazione delle risorse petrolifere. Mentre il Quebec punta sull’energia verde, l’Alberta è legato ai giacimenti petroliferi e teme che la riduzione delle emissioni inquinanti possa danneggiare la propria economia. Secondo il premier della British Colombia, Gordon Campbell, è però necessario adottare delle azioni concrete nella lotta contro l’inquinamento e di reagire in modo adeguato ai cambiamenti climatici. Opportuno quindi raggiungere almeno un accordo sull’ambiente simile a quello che esiste in California, concordare degli standard nazionali sul rilevamento delle emissioni e creare un registro nazionale sui cambiamenti climatici. (fonte Corriere.com)