• Articolo , 29 aprile 2010
  • Cape Wind: l’amministrazione Obama dà il via libera al progetto

  • Anche se con alcune modifiche, alla fine il parco eolico Cape Wind si farà. Saranno istallate 130 turbine prestando la massima attenzione all’impatto paesaggistico, all’avifauna e alle interferenze con la popolazione locale

(Rinnovabili.it) – Le turbine del progetto “Cape Wind”:http://www.rinnovabili.it/usa-il-progetto-cape-wind-tra-consenso-e-disapprovazione-800914 saranno istallate. Il governo statunitense ha approvato il progetto ribadendo l’impegno affinché il paesaggio, l’avifauna e la popolazione vengano costantemente tutelate stabilendo il giusto equilibrio tra sviluppo energetico e rispetto ambientale.
In occasione dell’annuncio del via libera al progetto il presidente di Cape Wind, Jim Gordon, ha voluto mettere in luce come le fonti fossili siano un problema reale in grado di arrecare all’ambiente ingenti danni come la recente fuoriuscita di petrolio che sta contaminando il Golfo del Messico.
Il parco eolico dovrebbe entrare in funzione nel 2012 producendo 468 MW a pieno regime e dando possibilità di lavoro ad un centinaio di persone che contribuiranno alla riduzione delle emissioni nocive che, secondo le stime, diminuiranno di 700 mila tonnellate l’anno fornendo i tre quarti dell’energia necessaria alle esigenze di Cape Code.
L’amministrazione Obama ha accettato il progetto prevedendo oltre alla riduzione del numero degli aerogeneratori – che da 170 sono stati portati a 130 – anche quella dell’intensità dell’illuminazione delle stesse per evitarne l’impatto visivo notturno, senza dimenticare la necessità di prestare la massima attenzione nei confronti della tutela degli eventuali beni archeologici sommersi che andranno tutelati e protetti in maniera adeguata procedendo addirittura all’interruzione dei lavori qualora lo si ritenesse necessario. A fine vita dell’impianto sarà obbligatorio, secondo le nuove clausole, smantellare le istallazioni. Grazie alle nuove decisioni anche le associazioni ambientaliste che avevano protestato contro la costruzione dell’impianto si sono dimostrate meno aggressive, nonostante rimangano molte le perplessità.