• Articolo , 25 settembre 2009
  • Capone: chiediamo il federalismo energetico

  • Partiranno a breve i tavoli tecnici per l’ammodernamento della rete elettrica della Puglia. Colli di bottiglia e perdite di rete sono gli ostacoli che la Regione e Terna intendono superare per favorire lo sviluppo delle fonti rinnovabili, rendere il sistema elettrico più efficiente e abbattere le emissioni di CO2 in atmosfera, tutte operazioni che precedono […]

Partiranno a breve i tavoli tecnici per l’ammodernamento della rete elettrica della Puglia. Colli di bottiglia e perdite di rete sono gli ostacoli che la Regione e Terna intendono superare per favorire lo sviluppo delle fonti rinnovabili, rendere il sistema elettrico più efficiente e abbattere le emissioni di CO2 in atmosfera, tutte operazioni che precedono il raggiungimento di un altro obiettivo, prioritario nell’agenda politica del governo regionale: abbassare il costo delle bollette dei cittadini della Puglia.
Per affrontare e risolvere questi problemi la Vice Presidente e Assessore allo Sviluppo economico Loredana Capone ha incontrato i tecnici di Terna SpA, che è la società responsabile della trasmissione dell’energia sull’intero territorio nazionale.
La Puglia, definita dalla stessa Terna “polmone” elettrico d’Italia, con i suoi 37 miliardi di chilowattora (kWh) di energia prodotta, e un surplus rispetto ai propri consumi dell’86%, pari ad oltre 17, 1 miliardi di kWh, soffre di un deficit strutturale rappresentato dalle cosiddette congestioni di rete, cioè dai “colli di bottiglia” che rallentano il trasporto di energia dalla Puglia alle altre regioni e costituiscono un ostacolo per lo sviluppo di nuova capacità di generazione in particolare da fonti rinnovabili. Se alcuni interventi di sviluppo della rete per la raccolta di energie pulite sono stati programmati da Terna o sono già in fase di realizzazione, resta il problema generale della rete: questa, ormai inadeguata, registra perdite enormi di energia. Secondo la stessa Terna ammodernarla significherebbe per la Puglia una riduzione delle perdite per 225 milioni di chilowattora, in pratica una quantità di energia pari al consumo di 75mila famiglie, il che comporterebbe l’abbattimento delle emissioni di anidride carbonica in atmosfera. Per poterlo fare la società ha programmato investimenti in Puglia per più di 370milioni di euro, finalizzati alla realizzazione del raddoppio della dorsale medio adriatica “Foggia-Villanova”, del potenziamento dell’elettrodotto “Foggia-Benevento”, del nuovo elettrodotto “Foggia-Accadia”, dei nuovi raccordi tra le stazioni elettriche di Deliceto e Bisaccia, delle nuove stazioni a Deliceto, Troia e San Severo e di altre ancora nell’area tra Foggia, Benevento e Salerno. Secondo i tecnici di Terna queste opere, oltre a garantire una migliore qualità e continuità del servizio elettrico alle imprese e alle famiglie, ridurrebbero l’impatto ambientale delle infrastrutture di trasmissione perché verrebbe razionalizzata la rete ad alta tensione.
“È nostra volontà – ha detto Loredana Capone – attivare al più presto i tavoli tecnici per accelerare la realizzazione di queste opere, diventate ormai necessarie per la Puglia. Ma soprattutto ci preme raggiungere a livello politico l’obiettivo della riduzione dei costi della bolletta. Oggi abbiamo appreso da Terna che l’energia prodotta in più dalla Puglia raggiunge le altre regioni d’Italia per una quota pari a 15,5 miliardi di chilowattora e i paesi esteri, in particolare la Grecia, per una quantità di 1,6 miliardi di kWh. Per queste ragioni chiediamo al Governo nazionale il ‘federalismo energetico’ che garantisca ai pugliesi vantaggi economici sulla bolletta a fronte del carico ambientale subito dal territorio”.