• Articolo , 16 maggio 2011
  • Cappellacci: “Mandiamo la CO2 nel sottosuolo. La Sardegna volta pagina”

  • “La Sardegna lavora per stoccare nel sottosuolo la CO2”. Lo ha detto il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, durante la conferenza stampa convocata questa mattina insieme all’assessore dell’Industria, Oscar Cherchi, per presentare il progetto miniera, centrale, cattura e stoccaggio della CO2, che sarà realizzato nel Sulcis. Il progetto prevede la realizzazione di una nuova centrale […]

“La Sardegna lavora per stoccare nel sottosuolo la CO2”. Lo ha detto il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, durante la conferenza stampa convocata questa mattina insieme all’assessore dell’Industria, Oscar Cherchi, per presentare il progetto miniera, centrale, cattura e stoccaggio della CO2, che sarà realizzato nel Sulcis.

Il progetto prevede la realizzazione di una nuova centrale elettrica a carbone di taglia compresa tra 350 Mwe e 450 Mwe, integrata, dal punto di vista operativo, con la miniera a carbone di Nuraxi Figus.

La centrale termoelettrica potrà essere basata sull’applicazione della tecnologia di gassificazione o su una tecnologia equivalente dal punto a quella di gassificazione (come ad esempio un impianto di combustione supercritico). Il Progetto prevede inoltre l’implementazione di un impianto di cattura e stoccaggio del carbone (CCS) al fine di ridurre le emissione di CO2 dell’impianto.

“L’idea – ha aggiunto il presidente della Regione – è parte integrante del più ampio progetto CO2.zero e della politica della Regione finalizzata alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica, in piena coerenza con gli obiettivi europei”.

Sono previste soluzioni tecnologiche innovative riguardanti l’integrazione impiantistica tra la centrale termoelettrica e i sistemi CCS (separazione-trasporto-confinameno), la sperimentazione e lo sviluppo di sistemi di confinamento geologico della CO2 nel bacino carbonifero del Sulcis con l’applicazione di tecniche ECBM (Enhaced Coal Bed Methane) e acquiferi sottostanti al giacimento. Il sito minerario carbonifero del Sulcis diventerebbe un vero e proprio laboratorio dimostrativo per lo sviluppo delle tecnologie di confinamento.

“E’ un progetto – ha aggiunto Cappellacci – che ribalta totalmente la prospettiva di sviluppo del settore minerario del Sulcis. L’aspetto centrale, infatti, passa dal momento della estrazione del carbone, al momento della produzione di energia, dello stoccaggio della CO2 e se sarà possibile della estrazione e riuso del metano che potrà essere estratto proprio grazie allo stoccaggio della CO2”.

“Va inoltre evidenziato – ha sottolineato il Presidente – che a supporto del progetto, data la sua forte valenza sperimentale, assume un ruolo centrale la ricerca e i processi di innovazione tecnologica legati alla cattura e allo stoccaggio della CO2 (CSS) che in questo campo sono strategici a livello mondiale ed europeo. Sono questi i progetti di una Sardegna che sta cambiando pagina e che può realmente ambire a diventare una regione modello green economy”.