• Articolo , 10 giugno 2009
  • “Carbon Tax” per ridurre le emissioni europee

  • La tassa, promossa dal prossimo presidente Ue, lo svedese Reinfeldt, sarà proposta a tutti gli Stati membri della Comunità Europea con l’intento di aiutare a ridurre le emissioni di anidride carbonica

(Rinnovabili.it) – Jean Louise Borloo, ministro dell’Ambiente francese, ha affermato oggi che nel suo Paese non si pagherà alcuna tassa sulle emissioni di CO2 almeno fino al 2011.
La dichiarazione è stata rilasciata in merito all’intervento fatto ieri dal premier svedese Fredrik Reinfeldt, durante un incontro con la stampa a Bruxelles, nel quale ha illustrato le priorità del suo programma semestrale della futura presidenza Ue che include la proposta di istituire una “carbon tax” in tutti gli stati membri. La tassa si pagherebbe come ulterire contributo ai programmi di riduzione delle emissioni di gas serra e asserire così agli obblighi del pacchetto ’20-20-20′.
In Svezia è dal 1991 che si paga un’imposta simile a quella proposta dal premier svedese, presente anche in Finlandia, in Slovenia e Danimarca dove l’utilizzo di biocombustibili è notevole aumentato.
”Chiederò a tutti i partner di introdurre questa tassa a livello nazionale. La tassa sulla CO2 è una buona idea”, ha detto il futuro presidente del Consiglio Europeo Reinfeldt, per il quale la tassa sulla CO2 ”è il modo migliore per rimodellare l’economia verso le basse emissioni”. ”Tutto il resto che ho visto nel mondo, che non sia la tassa sulla CO2, è molto più costoso ed ha molta pressione in più sul bilancio”, ha precisato.
Dall’imposta, qualora venisse applicata, saranno escluse le centrali termoelettriche, nonostante siano ritenute le maggiori produttrici di emissioni nocive.