• Articolo , 25 marzo 2010
  • Case energivore? Incominciamo a spegnerle per l’Ora della Terra

  • Sabato 27 marzo l’evento mondiale promosso dal WWF: luci spente per un’ora per abitazioni e monumenti di oltre 120 paesi.

(Rinnovabili.it) – Il WWF, attiva da anni nella salvaguardia dell’ambiente, punta di nuovo i riflettori sul tema dei cambiamenti climatici con l’intento di sensibilizzare la popolazione mondiale al riguardo e tentando di modificarne gli stili di vita anche attraverso un utilizzo più intelligente dell’energia. In Italia l’evento centrale de “l’Ora della Terra”:http://www.wwf.it/oradellaterra/ si svolgerà a Roma, dove il Presidente onorario del WWF, Fulco Pratesi, e il famoso regista Ricky Tognazzi, spegneranno le luci della Fontana di Trevi, stessa sorte per molti altri celebri monumenti in circa 100 città italiane. L’iniziativa sarà anche un ottima occasione per informare la gente a proposito del cospicuo dispendio energetico proveniente dalle nostre case. E’ stato infatti calcolato che, nel nostro paese, circa il 30% della spesa energetica dipende proprio dalle abitazioni, alle quali va attribuita anche la colpa di produrre il 27% di gas serra immessi in atmosfera. Una famiglia di 4 persone consuma annualmente 1,8 tep (tonnellate equivalenti di petrolio), per il riscaldamento e l’illuminazione, per un’inefficienza energetica totale del 55%. “Questi consumi possono essere drasticamente ridotti – ha dichiarato Stefano Leoni, Presidente del WWF Italia – Spegnere la luce per un’ora in occasione dell’Earth hour – Ora della Terra è un gesto simbolico, ma è un’occasione per pensare quanto possiamo fare”. Molte le azioni possibili per rimediare allo spreco: è stato infatti stimato che se venissero eseguiti interventi di messa in efficienza su 20 milioni di abitazioni, costi previsti 3-5 mila euro a famiglia, verrebbe recuperato l’equivalente energetico prodotto da 8 centrali nucleari, oltre che ad una non immissione di CO2 nell’atmosfera per una quantità pari a quella prodotta da 16 milioni di autoveicoli.