• Articolo , 30 ottobre 2009
  • – Case popolari, l’ecoefficienza tra i criteri per le gare d’appalto

  • Ecoefficienza e sostenibilità sociale saranno tra i nuovi criteri guida dell’edilizia residenziale pubblica. Nel seminario sulla ‘Sostenibilità del vivere e dell’abitare ‘che si è tenuto oggi a ‘Dire e fare’, l’assessore regionale alla casa Eugenio Baronti ha incontrato amministratori pubblici e tecnici dell’edilizia pubblica per discutere con loro dei criteri che regolano le gare d’appalto. […]

Ecoefficienza e sostenibilità sociale saranno tra i nuovi criteri guida dell’edilizia residenziale pubblica. Nel seminario sulla ‘Sostenibilità del vivere e dell’abitare ‘che si è tenuto oggi a ‘Dire e fare’, l’assessore regionale alla casa Eugenio Baronti ha incontrato amministratori pubblici e tecnici dell’edilizia pubblica per discutere con loro dei criteri che regolano le gare d’appalto. «Oggi il criterio base che regola le gare d’appalto è quello del massimo ribasso- spiega Baronti – mentre la legge regionale 38 sugli appalti pubblici ha ribaltato il sistema e ne ha messo al centro il concetto di gara ‘economicamente vantaggiosa’. Questo ci porterà a privilegiare in ogni caso le offerte più basse, ma quelle che hanno un miglior rapporto qualità/prezzo e che vanno verso appalti ecologici. Sarà presto pronta una griglia di riferimento che gli addetti ai lavori dovranno usare per selezionare le aziende in gara ed i loro progetti».
La ‘griglia’ con i nuovi criteri che regoleranno le gare d’appalto per l’edilizia residenziale pubblica in via di definizione. Ci sta lavorando l’Osservatorio suigli appalti istituito dalla legge 38. Cardini delle nuove linee guida saranno l’ecoefficenza energetica, tempi e costi ben definiti, la qualità del progetto, costi, tempi, organizzazione del cantiere (smaltimento dei rifiuti, sicurezza per gli operai, ecc). «Vogliamo creare – precisa Baronti – una griglia che permetta agli uffici tecnici di orientarsi e di selezionare le aziende in base che partecipano alle gare in base a competenza e qualità. Ad oggi il 31% dei cantieri di edilizia popolare è fermo perchè gli appalti sono stati vinti da ditte ‘mordi e fuggi’, che fanno offerte estremamente basse, vincono la gara ma poi aprono infiniti contenziosi legali con i Comuni e non portano avanti la costruzione. La crisi economica sta acuendo questo fenomeno e dobbiamo intervenire per sbloccare la situazione e orientare gli appalti verso ecoefficienza e qualità».
Nel corso del seminario di questa mattina sono state presentati ai tecnici esempi di edifici ecosostenibili realizzati all’estero ma anche in Toscana e in altre regioni italiane, in particolare nel Lazio dove sono state realizzate case popolari con standard qualitativi molto elevati.
«Il tema della bioedilizia – conclude Baronti – è stato al centro della Toscana dei consuamatori, la manifestazione annuale organizzata dalla Regione insieme al Centro tecnico per il consumo. Stiamo lavorando per sensibilizzare operatori ed opinione pubblica su questi argomenti, perchè è necessario rimuovere resisteze e diffidenze ed attivare quei processi culturali che servono per portare a sistema quelle che adesso sono pochi episodi virtuosi».