• Articolo , 19 dicembre 2008
  • Catturare il sole nel cemento

  • Sviluppare un efficace metodo di stoccaggio dell’energia termica nel calcestruzzo: è l’attuale campo di lavoro dei ricercatori del Dipartimento di ingegneria civile dell’Università dell’Arkansas

La diffusione delle fonti rinnovabili trova nelle tecnologie di stoccaggio energetico una componente irrinunciabile, capace ora di attirare anche consistenti finanziamenti pubblici. Ultimo in tal senso quello elargito dal Dipartimento dell’Energia statunitense e parte di un programma federale dedicato allo sviluppo di innovativi ed economici metodi di deposito di energia solare. In questo contesto si inserisce il lavoro di Panneer Selvam, professore di ingegneria civile presso l’Università dell’Arkansas e direttore del Laboratorio di Meccanica Computazionale che con la sua ricerca per l’immagazzinamento dell’energia termica nel calcestruzzo si è aggiudicato il finanziamento di 770 mila dollari in ballo. La scelta del cemento come accumulatore termico non è una novità, soprattutto in Europa dove le opportunità connesse a questa tecnologia hanno destato parecchia attenzione. Obiettivo del team guidato da Selvam quello di studiare gli attuali sistemi per abbassarne costo, incrementando la relativa efficienza.

In parole pratiche i ricercatori hanno messo a punto un particolare tipo di cemento ultra performante, risultante dal mix di diverse tipologie di materiali termoresistenti – previa analisi dei tassi di carico termico – con cui sperano di immagazzinare calore a una temperatura di 600/700 gradi Celsius; si supererebbe così di gran lunga i valori attuali che si assestano attorno ai 325 °C e il costo di 25 dollari (circa 17 euro) al kWh. Per valutare la miscela migliore Selvam ed i suoi utilizzeranno dei pannelli solari per raccogliere il calore, riversato poi nel cemento in maniera diretta o attraverso uno o più tubi in acciaio. In questo modo saranno testati vari mix di materiali a temperature progressivamente più alte, monitorando attraverso modelli informatici gli effetti prodotti soprattutto in relazione alla quantità di calore immagazzinata nel calcestruzzo. L’obiettivo del Dipartimento di Energia USA è quello di raggiungere i 5 centesimi di dollaro a kWh entro il 2020.