• Articolo , 16 aprile 2009
  • Catturare l’energia solare nello spazio? PG&E ci crede

  • Nello spazio l’energia del sole è fino a 10 volte superiore a quella disponibile sulla Terra e la compagnia Solaren Corp assicura che la tecnologia per sfruttarla è ormai matura

(Rinnovabili.it) – Una delle più grandi aziende di servizi pubblici negli Stati Uniti ha deciso di ricorrere allo spazio per incrementare la sua produzione energetica. La californiana Pacific Gas & Electric (PG & E) ha, infatti, annunciato in questi giorni la firma di un accordo quindicinale con la compagnia Solaren Corp per la fornitura di elettricità, a partire dal 2016, ottenuta grazie a “satelliti fotovoltaici”. In pratica moduli solari da 200 MW saranno lanciati in orbita intorno alla Terra per catturare l’energia solare da trasmettere sotto forma di onde radio a bassa frequenza ad una stazione ricevente in California; successivamente le microonde sarebbero riconvertite in energia elettrica da immettere direttamente nella rete di PG & E. Dai primi dettagli emersi la stazione solare a pieno regime dovrebbe arrivare a produrre fino a 1700 GWh annui, con l’ovvio vantaggio di assicurare una fornitura energetica 24 h su 24 h e un’efficienza unitaria notevolmente maggiore rispetto agli impianti terrestri. La fattibilità del progetto, ora in attesa dell’approvazione da parte della Public Utilities Commission californiana, non sembra preoccupare le due compagnie, sebbene per molto tempo l’idea di catturare energia dallo spazio è stata etichettata come pura utopia. Non si tratta di una tecnologia nuova: le prime ricerche in tal senso erano state condotte dal Dipartimento dell’Energia Usa e dalla NASA a partire dal 1970 e poi abbandonate a causa degli innegabili ostacoli tecnologici ed economici. Tuttavia Solaren sembra essere ottimista, assicurando dal canto suo che il sistema, a fronte di una prima fase più difficoltosa (trasporto e assemblaggio), assicurerebbe un ritorno economico non indifferente grazie alle alte prestazioni e al risparmio sulle infrastrutture terrestri dimostrandosi assolutamente competitivo con le fonti energetiche tradizionali.