• Articolo , 28 giugno 2010
  • CCS: i vantaggi dello stoccaggio non sono ancora certi

  • Pur riducendo in breve tempo la percentuale di anidride carbonica in atmosfera lo stoccaggio del gas nel sottosuolo non garantisce benefici a lungo termine. Ancora non sono chiari i tempi di rilascio della CO2 in atmosfera e Gary Shaffer, esperto di Geofisica, ha espresso delle perplessità

(Rinnovabili.it) – Gary Shaffer, esperto internazionale di Geofisica e Scienza del Clima ha dichiarato che alla cattura e allo stoccaggio della CO2 nel sottosuolo sono legati dei pericoli reali, che non vanno sottovalutati.
Nonostante nel breve periodo venga riconosciuto il beneficio ambientale e climatico legato al sequestro dell’anidride carbonica, non sono affatto chiari gli effetti a lungo termine né le quantità di gas che potrebbero, nel tempo, tornare in atmosfera.
Le perdite di CO2 racchiusa nelle cavità sottomarine potrebbe infatti creare problemi notevoli alla fauna e alla flora acquatica causando l’acidificazione delle acque e influendo sul surriscaldamento del pianeta in tempi relativamente brevi. Per questo, secondo Shaffer, lo stoccaggio geologico potrebbe risultare efficace solo nel caso in cui la perdita del gas risultasse inferiore all’1% in 1000 anni.
“Il sequestro di CO2 ha molti potenziali vantaggi rispetto ad altre forme di Geoingegneria climatica. Potrebbe modificare l’equilibrio delle radiazioni della Terra, permettendo al carbonio di tornare da dove è venuto”, ha spiega Shaffer avvertendo però che i potenziali problemi a breve e a lungo termine causati dalle perdite dei serbatoi sotterranei non devono essere sottovalutati.
“I pericoli del sequestro di carbonio sono reali e lo sviluppo di questa tecnica non dovrebbe essere usato come argomento per continuare a produrre emissioni utilizzando i combustibili fossili” ha aggiunto.
La necessità del sequestro di carbonio su larga scala dovrebbe essere quindi ridotta il più possibile, limitando in primo luogo le emissioni per evitare “conseguenze indesiderate ed oneri che andrebbero a gravare sulle generazioni future”.