• Articolo , 3 maggio 2010
  • CCS: il no del governo come “una pugnalata alle spalle”

  • ‘Abbiamo bisogno di più tempo’. Sembra sia questo il motivo che ha indotto la Norvegia a bloccare il progetto per la cattura e lo stoccaggio della CO2 nel sito industriale di Mongstad. Per gli ambientalisti è uno scandalo ambientale

(Rinnovabili.it) – La Norvegia ha dichiarato di voler ritardare la decisione per lo stanziamento del finanziamento a favore del progetto di CCS al 2014, una grande sconfitta per la strategia che spesse volte è stata definita la chiave per la salvezza climatica del futuro.
Il progetto per la realizzazione del sito di stoccaggio nella zona industriale di Mongstad si stava rivelando troppo complesso, come rivelato dal ministro dell’energia Terje Riis-Johansen, e non avrebbe potuto rispettare i tempi previsti. “Viste le grandi sfide che stiamo affrontando per rendere idoneo il progetto a scala industriale, non penso sia giustificabile progettare un investimento prima del 2014”, ha spiegato il ministro sottolineando la necessità di avere tempi maggiori per garantire il successo del progetto.
La decisone è stata però vista come una sconfitta dall’IPCC, che ne vedeva un’occasione vincente nella lotta alla diminuzione degli effetti nefasti del cambiamento climatico. Il CCS potrebbe infatti abbassare i livelli di consumo del carbone intrappolando e stoccando la CO2 prodotta dalle centrali energetiche della zona, anche se il meccanismo non è ancora stato testato su scala commerciale.
Gruppi ambientalisti sono insorti a seguito della decisione del governo di bloccare i finanziamenti al progetto gridando all’ingiustizia: “Questo è uno scandalo per la politica ambientale, il peggiore che io abbia mai visto in dieci anni di dibattito politico _green_ in Norvegia”, ha dichiarato Marius Holm, vice leader del gruppo ambientalista Bellona, paragonando la decisione del governo ad una “pugnalata alle spalle”.