• Articolo , 21 luglio 2011
  • CCS, l’ETI pensa ad un progetto da 23,5 milioni di sterline

  • Per abbassare i costi della tecnologia e aumentare la produzione energetica l’ETI britannico ha preogettato un nuovo impianto che proverà a ridurre il 95% delle emissioni dell’impianto stesso

(Rinnovabili.it) – L’ETI (Energy Technologies Institute) ha lanciato un progetto pilota del valore di 23,5 milioni di sterline per favorire la diffusione degli impianti per la cattura e lo stoccaggio dell’anidride carbonica, tentando di ridurne i costi entro la fine del decennio.
L’Istituto ha confermato inoltre l’intenzione di collaborare con il gruppo ingegneristico Costain per il design, la costruzione e l’operatività di un impianto prova per testare meccanismi di cattura del 95% delle emissioni di carbonio prodotte dalle centrali a combustibili fossili entro il 2015. L’impianto pilota si concentrerà su tecnologie basate sulla pre-combustione, un trattamento che riesce a separare o addirittura rimuovere il carbonio dal combustibile prima che questo venga bruciato.
Con uno sviluppo lento fino ad oggi, attraverso i piani di sostegno al CCS il Regno Unito prevede un aumento del mercato della tecnologia quantificabile in almeno 10 miliardi di sterline entro il 2025.
“Le tecnologie attuali aumentano significativamente i costi della cattura di CO2 e riducono la quantità di energia prodotta da immettere in rete o aumentano il consumo di carburante,” ha commentato David Clarke, direttore esecutivo dell’ETI. “Questo progetto svilupperà la tecnologia che consentirà di ridurre i costi e aumentare le prestazioni per permettere un vero e proprio impianto commercialmente fattibile pronto per il rilascio dell’energia entro il 2020” ha concluso Clarke.