• Articolo , 10 febbraio 2010
  • Cdm: approvato il ‘Decreto Geotermia’

  • Il 10% dell’energia rinnovabile prodotta in Italia proviene dallo sfruttamento del calore del sottosuolo. Grazie all’approvazione del decreto si punta a raddoppiare questa percentuale semplificando l’iter autorizzativo

(Rinnovabili.it) – Sfruttare il calore nascosto nelle viscere della terra per produrre energia pulita. E’ stato questo uno dei temi centrali del Consiglio dei Ministri svoltosi stamattina durante il quale è stato dato il via al decreto geotermia per incrementare la produzione di energia elettrica.
Attualmente grazie allo sfruttamento del calore sotterraneo vengono prodotti 5 miliardi di chilowattora all’anno, a servizio di un milione e mezzo di famiglie per un totale di circa sei milioni di italiani grazie alle numerose regioni italiane che hanno la possibilità di sfruttare questa importante risorsa tra cui Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Campania, Calabria, Sicilia.
E’ stato calcolato che la percentuale di energia generata in Italia sfruttando il calore del sottosuolo è equivalente al 10% dell’energia rinnovabile prodotta in tutta la penisola per questo il Consiglio dei Ministri, su richiesta del ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola ha, di comune accordo con il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, adottato il decreto che permetterà la semplificazione delle procedure autorizzative per la realizzazione di impianti geotermici con la previsione di raddoppiare presto la percentuale di energia geotermica all’interno del mix energetico del Belpaese.
“Questa energia, di cui l’Italia è ricca, con tale provvedimento verrà utilizzata maggiormente non solo per la produzione di elettricità, ma anche come fonte diretta di calore per il riscaldamento”, ha detto Scajola ricordando che “la geotermia, fonte rinnovabile seconda in Italia solo all’energia idroelettrica, ha
un grande potenziale di sviluppo e consentirà di raggiungere più facilmente l’obiettivo del 25% di energia prodotta da fonti pulite”.