• Articolo , 23 marzo 2011
  • CdM: ok preliminare a norme per il geosequestro della CO2

  • Prestigiacomo: “Con questo atto il nostro sistema normativo fa un passato avanti recependo una tecnologia ritenuta di grandissimo rilievo per lo sviluppo del sistema energetico”

(Rinnovabili.it) – Il decreto di recepimento della “direttiva 2009/31/CE”:http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2009:140:0114:0135:IT:PDF in materia di stoccaggio geologico di biossido di carbonio, ha passato l’esame preliminare al Consiglio dei Ministri. La norma europea mira ad istituire un quadro giuridico per un geosequestro ambientalmente sicuro di biossido di carbonio con la finalità di contribuire alla lotta contro i cambiamenti climatici, confinando permanente la CO2 in modo “da prevenire e, qualora ciò non sia possibile, eliminare il più possibile gli effetti negativi e qualsiasi rischio per l’ambiente e la salute umana”.
Il provvedimento approvato oggi dal Governo servirà dunque a disegnare un sistema autorizzativo lineare in capo ai dicasteri competenti, per la scelta dei siti, le licenze d’esplorazione, l’esercizio così come per il monitoraggio, il trasporto e la dismissione. Le procedure, afferma il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, “saranno gestite dal già esistente Comitato per Kyoto integrato da una segreteria tecnica per lo stoccaggio”. La direttiva impone che ogni tre anni gli Stati membri presentino alla Commissione Europea una relazione sull’attuazione della presente direttiva, compreso il registro, definendo come prima data d’invio il 30 giugno 2011. La tecnologia del CCS, che oggi è già in fase di sperimentazione in Italia nell’impianto Enel di Brindisi, potrebbe, afferma il ministro Prestigiacomo, “ridurre significativamente il nostro ‘debito’ di CO2 e aiutarci a raggiungere gli obiettivi europei di riduzione delle emissioni (-20% al 2020)”.