• Articolo , 30 aprile 2010
  • CdM: quote di CO2 gratis per le nuove aziende

  • Quote di carbonio concesse a titolo gratuito alle aziende entrate in funzione a partire dal 21 aprile 2009. La nuova normativa scatena l’immediata risposta di Legambiente

(Rinnovabili.it) – A seguito della proposta del ministro per lo Sviluppo Economico, Claudio Scajola, il Consiglio dei Ministri ha approvato, in data odierna, il decreto legge a favore dell’assegnazione gratuita di quote di emissione di CO2 agli operatori energetici ed industriali a capo di aziende entrate in funzione successivamente all’aprile del 2009.
Mentre il Piano Nazionale di Assegnazione relativo al 2008-2012 per la gestione delle quote di CO2 prevedeva delle restrizioni per i nuovi aderenti al sistema che si fermava a 21,7 milioni di tonnellate di carbonio, in tal modo saranno soddisfatte le richieste di assegnazione, a titolo gratuito, agli operatori energetici ed industriali che complessivamente sforano la quota prevista nel PN.
“Con questa misura – ha commentato Scajola – abbiamo ripristinato condizioni di concorrenzialità per le imprese, nel pieno rispetto degli obblighi comunitari in materia di emissioni. Anche le nuove imprese potranno disporre dei necessari diritti di emissione, avendo inoltre garantita la compensazione degli oneri per acquistarli: è stato così possibile evitare rincari dei prezzi dell’energia elettrica, con aumenti nelle bollette dei consumatori, famiglie e imprese”.
Gli fa eco il Ministro Prestigiacomo secondo cui “il Governo oggi ha dato anche una risposta al mondo produttivo prevedendo un sistema di rimborso per le quote di CO2 per gli impianti entrati in funzione dopo il 21 aprile 2009 che non possono avvalersi delle quote gratuite. Era una risposta che le imprese attendevano e che è essenziale per garantire la competitività delle nostre aziende in ambito europeo ed evitare rincari nella bolletta energetica che si sarebbero riversati sui cittadini”.

Molto critica Legambiente che individua nell’azione “un regalo alle centrali più inquinanti”. Quello che forse non tutti sanno, spiega l’associazione, è come le risorse che subito vengono anticipate alle imprese attraverso il Provvedimento, “provengano dalla futura vendita all’asta delle quote di emissioni di CO2, ossia dalla voce creata proprio per muovere investimenti nelle politiche industriali virtuose”.
“Invieremo un esposto all’Unione Europea – Edoardo Zanchini, responsabile energia di Legambiente – per mettere in evidenza come questa decisione vada contro la Direttiva in materia di Gas Serra e contro le regole della concorrenza tra le imprese”.