• Articolo , 4 marzo 2008
  • Cebit: quando l’informatica diventa verde

  • Il più prestigioso salone europeo, dedicato all’informatica, non si sottrae all’imperativo di produrre in modo meno inquinante prodotti più efficienti energeticamente. Ma che siano fatti e non solo parole, stigmatizza Greenpeace

Si inaugura oggi la più importante fiera europea dell’elettronica di consumo. In questa edizione 2008 il tema sarà l’ecologia, grazie alle grandi aziende del settore che esporranno soluzioni per ottimizzare consumi e così il verde sarà il colore di quest’anno. La manifestazione, che parte oggi e si concluderà il 9 marzo, è fortemente orientata al risparmio energetico e al taglio delle emissioni di Co2. Nella convinzione – fanno sapere i leader dell’It mondiale – che un’idea abbracciata in quella sede si riverberi potentemente sul mercato nel suo complesso. “Questo è il posto in cui si definisce l’agenda del settore”, ha fatto notare Sebastian Krause, vice presidente della IBM Software Group tedesca.
E allora ecco che molti dei 5.500 espositori faranno di tutto per mostrare credenziali “verdi” Ad esempio “essere il primo produttore It che passerà completamente a prodotti efficienti dal punto di vista energetico a prezzi economici” è l’obiettivo di Fujitsu Siemens secondo Bernd Bischoff, a.d. dell’azienda. Mentre lo stand di Deutsche Telekom sarà alimentato interamente con energia rinnovabile e Ibm svelerà un modello di centro di elaborazione dati a emissioni zero.
D’altronde, stando a quello che asserisce la CSC (Climate Savers Computing Initiative), di cui fanno parte Microsoft, Google, Intel, Ibm e altri, il settore It produce 54 milioni di tonnellate/anno di gas serra, pari al 2% delle emissioni mondiali. Una quantità paragonabile, secondo la rivista Stern, a quella prodotta dalla sola industria aeronautica.
Critica però la posizione di Greenpeace che ha invitato a minor proclami e più fatti: “Meno parole più attenzione a quali aziende e prodotti sono veramente in prima linea nell’innovazione ambientale”.