• Articolo , 31 luglio 2010
  • Cecchini: a settembre atto regione Umbria su impianti produzione biogas

  • “A settembre la Giunta regionale approverà gli indirizzi per la realizzazione degli impianti di produzione di biogas da biomasse, dando concretamente avvio a un percorso di sviluppo della ‘green economy’ in Umbria”. È quanto rende noto l’assessore alle Politiche agricole, Fernanda Cecchini. “Si tratta di una opportunità significativa per le imprese agricole e zootecniche umbre, […]

“A settembre la Giunta regionale approverà gli indirizzi per la realizzazione degli impianti di produzione di biogas da biomasse, dando concretamente avvio a un percorso di sviluppo della ‘green economy’ in Umbria”. È quanto rende noto l’assessore alle Politiche agricole, Fernanda Cecchini. “Si tratta di una opportunità significativa per le imprese agricole e zootecniche umbre, che possono dare un importante contributo a quel modello basato sulla economia ‘verde’, la produzione di energie rinnovabili, la sostenibilità ambientale, le specificità dei territori su cui vogliamo far leva per la crescita e la competitività dell’Umbria”.
“Gli impianti di produzione di biogas da materiali di origine vegetale o animale – spiega l’assessore – stanno destando sempre maggior interesse sia perché producono energia pulita, con una riduzione delle emissioni di anidride carbonica, sia perché utilizzano anche reflui zootecnici, affrontando così un problema che sta condizionando fortemente la zootecnia, in particolare la suinicoltura, nelle zone dove è più elevata la concentrazione di allevamenti. Per questo – aggiunge – intendiamo dare indirizzi certi alle imprese che hanno investito o intendono investire nella produzione di biogas, definendo le caratteristiche dell’impianto, i materiali immessi e le modalità per l’utilizzo agronomico del ‘digestato’, prodotto che si ottiene al termine del ciclo produttivo”.
“La Regione Umbria – rileva l’assessore Cecchini – in presenza di un ‘vuoto’ normativo da parte del Ministero dell’Ambiente, in linea con altre Regioni italiane intende definire un quadro chiaro per imprenditori agricoli e allevatori, partendo dal presupposto che il ‘digestato’ non è un rifiuto e può essere impiegato come fertilizzante organico. Oltre a contribuire alla soluzione del problema dei reflui suinicoli, si forniscono ai terreni nutrienti per le diverse colture”.
“Le disposizioni operative – conclude l’assessore regionale all’Agricoltura – verranno messe a punto insieme all’Assessorato all’Ambiente, in modo da arrivare a settembre a un provvedimento che fissi indirizzi e criteri certi a sostegno dello sviluppo del settore agricolo e dell’economia verde”.