• Articolo , 25 giugno 2008
  • Celle solari sulle mimetiche dell’esercito australiano

  • Entro due anni pronti dei dispositivi solari, sottili e flessibili, da inserire nelle uniformi dei soldati per generare energia sul campo e ricaricare le batterie dei vari apparecchi elettronici

Le energie rinnovabili sono sempre più apprezzate anche a livello militare. E se negli Stati Uniti stanno studiando un aereo spia robotico, alimentato dall’energia del sole e del vento, da utilizzare nelle zone da combattimento, l’Australia non dimostra essere da meno. Il Ministero della Difesa sta, infatti, finanziando un curioso progetto per attrezzare le uniformi dei soldati australiani con celle fotovoltaiche per consentire loro di generare energia sul campo e ricaricare le batterie di radio, cellulari e computer. Ad occuparsi della realizzazione sono i ricercatori dell’Università Nazionale a Canberra, mettendo a punto celle sottilissime, flessibili e allungate, che si potranno applicare su elmetti, uniformi e radio. L’obiettivo, come ha spiegato lo stesso coordinatore del progetto Igor Skryabin del Centro per i sistemi di energia sostenibile dell’ateneo, è riuscire a coniugare la necessità di energia per un numero sempre maggiore di congegni elettrici portatili all’esigenza di ridurre il carico da trasportare. “Mentre è possibile trasmettere dati senza fili – ha detto Skryabin – non si può trasmettere energia senza fili. L’unica fonte affidabile in qualsiasi luogo del mondo è la luce. La cosa migliore da fare è di trovare il modo di convertire la luce in elettricità”. Secondo lo scienziato il sistema dovrebbe essere portato a compimento nell’arco di due anni. Il progetto arriva a quasi un anno di distanza dal finanziamento concesso all’ente nazionale di ricerca Csiro, pari a circa 2,5 milioni di euro, per sviluppare un’uniforme che generi energia dal movimento.