• Articolo , 27 marzo 2009
  • Centrale solare a Cima Montà

  • Palazzo Sisto intende puntare sulle energie rinnovabili, nel quadro di una strategia di sviluppo della città centrata alla qualità urbana. I cardini saranno il fotovoltaico, con l’installazione di pannelli solari sugli edifici comunali e la realizzazione di una centrale solare (Cima Montà è stata localizzata come il luogo più idoneo), le biomasse (già oggi Savona […]

Palazzo Sisto intende puntare sulle energie rinnovabili, nel quadro di una strategia di sviluppo della città centrata alla qualità urbana. I cardini saranno il fotovoltaico, con l’installazione di pannelli solari sugli edifici comunali e la realizzazione di una centrale solare (Cima Montà è stata localizzata come il luogo più idoneo), le biomasse (già oggi Savona dispone di 2-3 mila tonnellate annue di legname da sfalcio), micro-impianti eolici e risparmio energetico. Il Piano dell’energia sarà varato entro il 2009
Si tratta di rovesciare uno schema consolidato: considerare le energie rinnovabili non un costo, ma un investimento (sull’ambiente e la qualità urbana) e una risorsa (una fonte di guadagno). Savona ha deciso di farlo. La scommessa è la realizzazione di una grande centrale solare (a Cima Montà) e di un impianto a biomasse (400 kw la produttivà iniziale). Ma è previsto anche l’utilizzo dell’eolico – attraverso micro-impianti – e l’applicazione di misure per il risparmio energetico. Sono le quattro direttrici lungo le quali si snoderà il Piano energetico comunale, che verrà varato entro il 2009. Ieri, a Palazzo Sisto, il sindaco Federico Berruti ed il dirigente Luca Pesce hanno incontrato alcuni tecnici del settore e tenuto la prima riunione operativa. Nelle settimane scorse, il consigliere comunale dei socialisti europei Roberto De Cia aveva suggerito – con una lettera pubblica – un progetto: «Lo incontrerò al più presto», ha annunciato Berruti.
Il sindaco definisce le energie rinnovabili una «priorità politica». Un pilastro «dello sviluppo della città». Sono almeno tre i motivi che inducono Palazzo Sisto a ritenere che, nel giro di dieci anni, Savona potrà trasformarsi, da fanalino di coda, in una città all’avanguardia: «Intanto perché abbiamo alcune caratteristiche climatiche favorevoli, ovvero il sole e il vento – spiega il sindaco – Poi perché la programmazione energetica potrà inserirsi in una coerente strategia di sviluppo della città, centrata sulla qualità urbana. Infine, perchè sull’energia abbiamo una competenza specifica molto forte nel nostro Campus».
Dunque, Savona – che alla fine del 2008 ha ottenuto la certificazione ambientale – intende inserire la politica energetica nell’orizzonte più vasto di uno sviluppo incardinato sulla qualità urbana. Per questo, Palazzo Sisto spingerà sempre più verso l’integrazione delle competenze tra le aziende partecipate del Comune: Ata (ambiente e rifiuti), Acts (trasporto pubblico) e Consorzio depurazione (acque).
Sulle risorse Berruti è chiaro: «Stante le situazioni di bilancio degli enti locali, dovremo trovare soluzioni che abbiamo se non un’utile, quantomeno una compatibilità economica». Una strada che sembra possibile battere. Per quanto riguarda il solare, la previsione è l’impianto di pannelli solari sugli edifici di proprietà comunale. La centrale fotovoltaica richiede invece aree vaste ed è stata individuata Cima Montà (15 mila mq). Per le biomasse, un impianto potrebbe contare già oggi su una quantità disponibile di legname da sfalcio e cippato di legno pari a 2-3 mila tonnellate annue: un quantitativo in grado di garantire una produzione di circa 400 kw. Nel frattempo, il Comune annuncia l’incremento della attività di salvaguardia del territorio: in particolare, la realizzazione e la cura delle strade tagliafuoco (da cui nuovo sfalcio). Il Piano energetico affronterà infine il tema del risparmio energetico e quello della realizzazione di micro-impianti eolici.
In conclusione, l’energia è uno dei quattro punti di una strategia complessiva che andrà a comporre – nel progetto di Palazzo Sisto – la nuova qualità urbana di Savona: «Ciclo dei rifiuti, acqua, trasporto pubblico e, appunto, energia», spiega Berruti. Il ciclo dei rifiuti – come conferma la certificazione ambientale ottenuta – ha già raggiunto traguardi importanti sotto il profilo della raccolta, dello spazzamento, della pulizia: «Manca all’appello – sottolinea il sindaco – l’ultima parte, quella relativa allo smaltimento. Non per nostra volontà». Ciclo dell’acqua: da pochissimo è stata rinnovata la struttura societaria del Consorzio depurazione: «È importante garantire la qualità dell’impianto di depurazione, per il quale occorrerà fare investimenti importanti». Il trasporto pubblico: «Abbiamo impostato – conclude il sindaco – una politica centrata sulla sviluppo del trasporto pubblico. Acts sta anche investendo sull’acquisto di mezzi ecologici».
(Antonella Granero)