• Articolo , 16 maggio 2009
  • Centrali termoelettriche, Basilicata terra di nessuno

  • Ignorato il territorio: lo stesso metodo utilizzato per la nomina del commissario del Parco della Val d’Agri; per l’individuazione del sito di scorie nucleari, per autorizzare le estrazioni petrolifere

Ogni qualvolta il Governo si occupa della Basilicata il metodo che adotta è quello della prevaricazione e delle scelte unilaterali, anziché quello della concertazione: così, senza tenere in alcun conto la programmazione regionale e in assenza di Valutazioni di impatto ambientale favorevoli da parte della Regione, il ministro dell’Ambiente ha firmato i decreti di pronuncia di compatibilità ambientale delle centrali di Salandra e Pisticci.
È quanto comunica il Dipartimento Ambiente, Territorio e Sostenibilità della Regione Basilicata, che fa presente come la posizione della Basilicata in merito a gli impianti sia stata ribadita nel corso di un incontro svoltosi il 13 maggio scorso presso il ministero dello Sviluppo economico, al quale i rappresentanti del ministero dell’Ambiente, benché convocati, non si sono nemmeno presentati.
Il Piano energetico ambientale della Regione, approvato in Giunta lo scorso mese di aprile, prevede che la produzione di energia avvenga attraverso l’uso di fonti rinnovabili, dall’eolico al solare fotovoltaico, alle biomasse all’idroelettrico. Il Piano impone soluzioni di qualità, e si muove in sintonia con tutte le scelte programmatiche che il governo regionale ha adottato in materia di difesa dell’ambiente e di sostenibilità, compresa la riaffermazione del principio per cui l’istituzione territoriale debba essere interessata già nelle fasi propedeutiche della programmazione dell’uso del territorio.
Il Ministero, infatti, sulla base della legge 239 del 2004, avrebbe dovuto tenere conto della programmazione regionale, tanto più in considerazione del fatto che risultano già autorizzate centrali nelle limitrofe Puglia, Campania e Calabria, con la conseguenza di dover necessariamente verificare l’adeguatezza delle infrastrutture di rete a servizio di queste regioni. Solo da una valutazione congiunta con la Regione Basilicata potrebbe emergere la possibilità di prendere in considerazione ipotesi nuove, che dovrebbero (così come contemplato nello stesso Piear) essere accompagnate da accordi compensativi con ricadute sociali ed economiche sul territorio.
Invece, anche in questo caso, il Governo ha dimostrato di non tenere in alcuna considerazione le legittime istanze della Regione, anche quando era obbligato dalla legge: lo stesso metodo utilizzato per la nomina del commissario del Parco della Val d’Agri; per l’individuazione del sito di scorie nucleari, per autorizzare le estrazioni petrolifere e che è sconfinato finanche nell’attribuzione di uno sconto-benzina agli abitanti del Veneto per ogni litro di petrolio estratto in Basilicata.
L’azione della Regione Basilicata sarà, in ogni caso, coerente con la programmazione del Piano energetico e ambientale.