• Articolo , 14 aprile 2010
  • Certificati Bianchi: l’Aeeg intensifica il meccanismo per il settore termico

  • Con il contributo del settore termico raggiungere gli obiettivi inseriti nel pacchetto 20-20-20 in materia di efficienza energetica sarebbe più semplice. Lo confermano gli esperti

(Rinnovabili.it) – Il presidente dell’Autorità per l’energia Elettrica e Gas (Aeeg) Alessandro Ortis, durante il convegno capitolino degli Amici della Terra incentrato sul ruolo e sul valore delle rinnovabili termiche in Italia, ha esposto la propria posizione in merito alle potenzialità esistenti nell’attuale mix energetico. In relazione al piano nazionale delle rinnovabili al 2020 Ortis ha sottolineato come l’Autorità stia attualmente portando avanti la politica a favore della diffusione dei certificati bianchi, i titoli di efficienza energetica emessi dal gestore elettrico a seconda dei risparmi verificati e certificati, intensificando il proprio impegno a favore del comparto termico. Durante l’intervento il presidente dell’Aeeg ha preannunciato come “tra pochi anni arriveremo, per il fotovoltaico, ad un onere sulle bollette elettriche di oltre 3 miliardi con impegno ventennale; questo forte investimento consentirà di sostituire, in termini di fonti primarie, meno dell’1% dei consumi fossili con fonti rinnovabili. Lo stesso impegno finanziario, se destinato ad interventi di efficienza energetica nel comparto termico, potrebbe produrre risultati almeno cinque volte superiori, con ricadute industriali ed occupazionali molto rilevanti”.
Geotermia, biomasse e solare possono dunque costituire una delle risposte più valide per il raggiungimento degli obiettivi in materia di efficienza energetica. La tesi è stata supportata anche da Andrea Molocchi, responsabile degli Studi degli Amici della Terra. “Il potenziale economicamente accessibile al 2020 di energia rinnovabile nel settore del riscaldamento – ha aggiunto Molocchi – è di almeno 16 Mtep (milioni di tonnellate equivalenti di petrolio), di cui almeno 9 Mtep ottenibili dallo sfruttamento intensivo di bioenergie domestiche (biocombustibili solidi, liquidi e gassosi ottenuti principalmente da residui e rifiuti), almeno 6 Mtep dalle pompe di calore che sfruttano l’energia a bassa temperatura presente nell’aria, nelle acque e nei suoli, e almeno 1 Mtep dagli impianti termici a energia solare. Il potenziale del settore del riscaldamento, insieme ai 7,4 Mtep producibili a costi non eccessivi nel settore elettrico (86 TWh nel 2020) e ai 4 Mtep ottenibili domesticamente per i trasporti, per un totale complessivo di circa 27 Mtep, consentirebbe di superare ampiamente il livello dei 21 Mtep da rinnovabili, corrispondente all’obiettivo del 17% richiesto all’Italia nello scenario di razionalizzazione dei consumi di energia del pacchetto energia e clima, senza dover ricorrere a importazioni dall’estero di biocarburanti da coltivazioni dedicate di dubbia compatibilità ambientale e sociale”.

Entrando nello specifico dei dati del “rapporto statistico intermedio sul meccanismo dei titoli di efficienza energetica”:http://www.autorita.energia.it/allegati/pubblicazioni/2sem2009TEE.pdf parlano chiaro e tracciano un panorama tutto in positivo: i certificati bianchi in 5 anni hanno permesso un notevole risparmio energetico calcolato in 6 milioni di Tep paragonabili ai consumi di più di un milione e mezzo di persone e all’evitata messa in funzione di una centrale elettrica da 700 MW con la conseguente salvaguardia ambientale preservata dall’immissione in atmosfera di 16 milioni di tonnellate di gas serra . “Occorre sottolineare – ha affermato il presidente dell’Autorità per l’energia, Alessandro Ortis – che i 6 milioni di tep risparmiati in meno di cinque anni rendono sempre più vicino e raggiungibile il traguardo di risparmio energetico nazionale di 6,5 milioni di Tep, fissato dal Governo per il periodo 2005-2009. I certificati bianchi si confermano quindi come uno strumento di mercato e di incentivazione flessibile, efficace ed economicamente conveniente, in grado di dare un contributo significativo al miglioramento dell’efficienza negli usi finali di energia e, dunque, al conseguimento degli obiettivi europei sui cambiamenti climatici”. Oltre a dare largo spazio ai meccanismi di promozione e diffusione dei meccanismi per l’efficienza energetica nelle regioni al 31 dicembre, il documento ha evidenziato il ruolo predominante della Lombardia, con oltre 754 mila Tep risparmiati. Secondo in ordine di efficienza il Lazio con 628 mila, poi la Toscana con 581 mila e a scendere Emilia Romagna, Piemonte e Campania tutti virtuosi per aver sostituito le vecchie lampadine ad incandescenze con nuove a basso consumo sia nel pubblico che nel privato, aver fatto attenzione nel risparmiare acqua nell’istallazionedi sistemi di riscaldamento e refrigeramento più efficienti.