• Articolo , 17 giugno 2010
  • Certificati verdi: sotto revisione l’art. 45 del DL anticrisi

  • Sul tavolo del governo 4 ipotesi per ridiscutere una norma che potrebbe bloccare lo sviluppo delle energie pulite in Italia

(Rinnovabili.it) – La misura introdotta aveva creato subito preoccupazione e scompiglio: abolire il ritiro da parte del Gse dei certificati verdi in eccesso. Le associazioni di settore non avevano perso tempo spiegando come e perché, l’ormai famoso articolo 45 del decreto legge sulla manovra economica non solo non avesse alcun effetto di riduzione della spesa pubblica, ma rischiasse di mettere in ginocchio il comparto delle rinnovabili italiane.
Il pericolo sembrerebbe, forse, scongiurato. La commissione Ambiente al Senato ha difatti fatto sapere di voler rivedere tale misura. Il senatore Ferrante (PD) nei giorni passati ha messo in luce come il mercato dei CV sia un mercato non libero, ma spurio, funzionante su quote di acquisto obbligato destinate a favorire la produzione di energia pulita superando la convenienza economica delle fonti fossili. Il senatore aveva rilevato l’opportunità di verificare la correttezza dei riferimenti normativi contenuti nel comma 33 dell’articolo 14. Una decisione condivisa anche dal ministro all’Ambiente Stefania Prestigiacomo e che, secondo le ultime voci di corridoio, aprirebbe la strada a quattro possibili interventi. Uno di questi sarebbe provvedere all’aumento della quota obbligatoria in modo da ridare valore ai CV. In alternativa potrebbe essere fissata una data di scadenza, limitando il rimborso obbligatorio a tutto il 2010 compreso – momento in cui dovrebbe entrare in vigore la direttiva comunitaria sulle rinnovabili e dunque il nuovo sistema di incentivazione. La terza opzione ventilata sarebbe quella di lasciare immutato l’art. 45 ma costruendo come contrappeso un meccanismo di compensazione finanziaria in cui interagisca anche il sistema bancario; il supporto degli istituti di credito servirebbe a spalmare gli oneri derivanti dai certificati in eccesso riducendo così l’impatto negativo. Ultima e non trascurabile ipotesi quella di cancellare definitivamente l’articolo.