• Articolo , 12 giugno 2009
  • Certificazione di sostenibilita’ ambientale degli edifici residenziali

  • Questo il tema del convegno organizzato questa mattina dalla Regione e dell’Arpa

“Promuovere e sostenere le iniziative innovative di edilizia ecologica (efficienza energetica, fonti rinnovabili, rispetto del territorio) è un obiettivo che deve congiungere gli interessi della progettazione, della produzione, del credito, del mondo della formazione e della ricerca, in una relazione univoca con la Pubblica Amministrazione. Costruire un modello di certificazione per la determinazione della sostenibilità ambientale degli edifici è dunque un’idea eccellente”.
Lo ha detto il presidente di ANCE Umbria Stefano Pallotta intervenendo stamani al convegno organizzato dalla Regione Umbria, in collaborazione con Arpa Umbria, dedicato alla ‘Certificazione di sostenibilità ambientale degli edifici residenziali: aspetti tecnici, procedurali e normativi’.
Il convegno si è svolto nella sede di Confindustria Perugia ed è stata un’occasione di incontro tra tecnici, amministratori e aziende del settore delle costruzioni per illustrare le procedure per il rilascio della Certificazione di sostenibilità ambientale e per tracciare un quadro delle esperienze maturate in Umbria.L’edilizia sostenibile, di cui il risparmio energetico è una parte fondante, è una opportunità che il sistema delle costruzioni non può perdere.
“La nostra Associazione – ha aggiunto Pallotta – accolse fin dall’inizio in modo favorevole l’introduzione della certificazione di sostenibilità degli edifici.Ritenevamo che, trattandosi di strumento obbligatorio per gli edifici pubblici e facoltativo per quelli privati, potesse comunque costituire un volano importante per far crescere e diffondere una nuova cultura del costruire e dell’abitare.Crediamo che sia giunto davvero il momento di avviare una seria politica di filiera dell’intero mondo delle costruzioni, così da permettere quel salto di qualità e di innovazione che il mercato oggi ci impone. I costruttori – ha concluso – devono essere pronti a fare la loro parte, impegnandosi a riorganizzare le procedure esecutive, i criteri di approvvigionamento, l’organizzazione aziendale.Ma serve che anche gli altri soggetti della filiera siano in grado di svolgere in termini innovativi il loro ruolo e di fornire informazioni e supporti alle nostre imprese in modo tale da verificare sul campo, la possibilità di garantire, elevati standard qualitativi, certezza dei costi e dei tempi”.