• Articolo , 12 febbraio 2010
  • Certificazione energetica per i nuovi edifici e gli immobi da ristrutturare

  • Gli edifici pugliesi dell’immediato futuro dovranno essere più efficienti sotto il profilo energetico cioè risparmiare le risorse, contenere le emissioni, utilizzare le fonti rinnovabili. La rivoluzione, che mette insieme efficienza energetica, rispetto per l’ambiente ed educazione dei cittadini all’uso razionale dell’energia, parte tra cinquantotto giorni. A scandire le tappe di questa svolta è il Regolamento […]

Gli edifici pugliesi dell’immediato futuro dovranno essere più efficienti sotto il profilo energetico cioè risparmiare le risorse, contenere le emissioni, utilizzare le fonti rinnovabili.
La rivoluzione, che mette insieme efficienza energetica, rispetto per l’ambiente ed educazione dei cittadini all’uso razionale dell’energia, parte tra cinquantotto giorni.
A scandire le tappe di questa svolta è il Regolamento n. 10 del 2010 pubblicato sul Bollettino ufficiale del 10 febbraio (Burp n. 27), che istituisce in Puglia l’Attestato di certificazione energetica. Un documento obbligatorio che la nostra Regione, tra le prime in Italia, rilascerà su attestazione di un soggetto certificatore. Così gli edifici saranno classificati secondo una scala dalla quale dipenderà, come logica conseguenza, anche il valore dell’immobile.
Le nuove regole interessano un numero enorme di soggetti: i costruttori di un edificio, ma anche i proprietari degli appartamenti o i detentori, in pratica gli utilizzatori dell’immobile. Saranno applicate agli edifici di nuova costruzione e a quelli da ristrutturare, ad eccezione degli immobili considerati beni culturali e di quelli che secondo le norme urbanistiche possono essere sottoposti al solo restauro conservativo. Tra le altre eccezioni si annoverano anche i fabbricati industriali, artigianali e agricoli non residenziali nei quali gli ambienti sono mantenuti a temperatura controllata per esigenze del processo produttivo. Allo stesso modo sono esclusi box, cantine, autorimesse, parcheggi multipiano, depositi.
Il nuovo iter procederà così: un tecnico accreditato dalla Regione valuta le prestazioni energetiche di un edificio e compila il certificato. Il documento deve essere inviato alla Regione (Assessorato allo Sviluppo economico) che lo valuta e gli assegna un numero, redigendo un attestato che sintetizza i dati della certificazione energetica. Da quel momento, cioè dalla data di emissione, l’attestato ha validità di dieci anni a meno che non vengano realizzate altre modifiche sull’immobile, che ne variano la prestazione energetica. In questo caso l’attestato dovrà essere aggiornato.
In seguito alle nuove regole, l’Ufficio Energia dell’Assessorato allo Sviluppo economico darà vita al catasto energetico degli edifici che classificherà gli immobili in relazione alle prestazioni in materia di energia. Inoltre istituirà l’elenco dei “certificatori energetici” del quale potranno far parte professionisti che oltre al possesso dei titoli tecnico-scientifici e alle relative abilitazioni, devono dimostrare di aver svolto per almeno tre anni attività in alcuni settori legati all’energia. In alternativa dovranno seguire un corso di formazione della durata di 80 ore col superamento di un esame finale. Le nuove norme, che si integrano con i provvedimenti in materia di edilizia sostenibile promossi dall’Assessorato all’Urbanistica, sono state varate dopo aver ascoltato gli ordini, i collegi professionali e le associazioni di categoria ed entreranno in vigore a sessanta giorni dalla pubblicazione sul Burp.