• Articolo , 11 marzo 2010
  • Certificazioni etico-sociali come strumento di crescita e di competitività

  • “Anche nel sostegno alle certificazioni etico-sociali si può leggere l’attenzione della Regione per il suo territorio”. Lo ha detto l’assessore regionale alle pari opportunità e all’imprenditoria giovanile e femminile in occasione del convegno sul tema “Certificazione etico-sociali: strumenti di competitività e di responsabilità sociale” che si è svolto presso la Sala Consiliare della Camera di […]

“Anche nel sostegno alle certificazioni etico-sociali si può leggere l’attenzione della Regione per il suo territorio”. Lo ha detto l’assessore regionale alle pari opportunità e all’imprenditoria giovanile e femminile in occasione del convegno sul tema “Certificazione etico-sociali: strumenti di competitività e di responsabilità sociale” che si è svolto presso la Sala Consiliare della Camera di Commercio di Rovigo, su iniziativa della Regione, del Centro di Produttività Veneto e della Camera di Commercio di Vicenza in collaborazione con Unindustria di Rovigo.L’assessore ha ricordato che la Regione con un articolo della legge finanziaria per il 2008 ha previsto la concessione di contributi alle imprese venete come concorso alle spese sostenute per l’ottenimento di certificazioni etico-sociali. Con il primo bando emanato sono state 45 le aziende che hanno ottenuto il contributo per aver ottenuto la certificazione SA8000 incentrata sul controllo del rispetto delle condizioni di lavoro lungo tutto la filiera produttiva, estendendosi quindi anche ai fornitori. Con il prossimo bando regionale sarà ampliata la previsione delle certificazioni ammesse a contributo, comprendendo anche la OHSAS 18001 in tema di sicurezza e salute dei lavoratori e la registrazione EMAS in tema ambientale. L’assessore regionale ha sottolineato che le aziende che adottano le certificazioni etico-sociali sono quelle più pronte ad affrontare in modo adeguato le sfide della competitività in un contesto di internazionalizzazione dell’economia. Non è però solo una questione legata alla produttività – ha detto l’assessore – ma qualche cosa che parte dal “cuore” e dalla sensibilità dell’imprenditore, in linea con quello che è nel DNA stesso dei veneti. Un’attenzione per la dignità della persona e del capitale umano – ha concluso – che si ritrova anche al centro delle politiche regionali e si coglie nello stesso Bilancio Sociale, uno strumento che consente di legge il documento contabile della Regione comprendendone le ricadute sul contesto sociale e accorciare le distanza tra istituzioni e cittadini. Al convegno ha partecipato anche il sen. Maurizio Castro, membro della Commissione Permanente Lavoro e Previdenza Sociale di Palazzo Madama.