• Articolo , 25 gennaio 2008
  • Che cosa è il Turismo Sostenibile e Responsabile

  • Il turismo inteso in senso moderno (ovvero di massa) coinvolge una moltitudine di attori a livello locale, nazionale e mondiale, sia direttamente legati ad esso, sia strettamente interconnessi. Per quanto riguarda il Turismo Sostenibile e Responsabile il discorso assume connotati assai più complessi e delicati in quanto, ai consueti fattori del turismo come tutti lo conosciamo, si sovrappongono nuovi e importanti aspetti relativi ad un nuovo concetto di turismo.

Partiamo dalla semplice considerazione che, ogni qual volta una singola persona decide di intraprendere un viaggio o di compiere una vacanza, movimenta una portata di lavoro, di strutture, di denaro e di servizi enorme. In “buona fede”, incrementa o può potenzialmente incrementare non poco inquinamento e degrado ambientale, attraverso il proprio spostamento e comportamento. Se pensiamo che il solo settore turismo produce ogni anno circa il 5% del PIL mondiale, che tradotto in cifre vale 6.000 miliardi di dollari, 600 milioni di partenze per destinazioni e circa 76 milioni di posti di lavoro dati WTTC (World Travel & Tourism Council) e WTO (World Tourism Organization), si fa presto a capire come l’ambiente in generale sia fortemente e costantemente stressato e minacciato da tale attività. La preoccupazione cresce se si pensa che tutte le stime citate sono in forte aumento, soprattutto a partire dall’inizio del 2007.
Questi dati fanno capire facilmente perché siamo giunti alla soglia della “non-sostenibilità” turistica ormai da tempo.
Degrado delle risorse naturali, della situazione sociale, (vedi il mancato rispetto generalizzato delle popolazioni locali), il depauperamento delle risorse primarie e lo sfruttamento delle persone; dal punto di vista della svalutazione economica, dal momento in cui c’è un bassissimo ritorno monetario/finanziario in loco dal comparto turistico.
Da qui la necessità e la voglia consapevole che, così come in altri settori di fondamentale importanza a livello planetario, anche nel settore turistico c’è urgente bisogno di “Sostenibilità” e “Responsabilità”. Due parole che racchiudono principi di etica, giustizia, solidarietà, ecologia, rispetto, responsabilità individuale e collettiva. Concetti riassunti benissimo dalla definizione di Turismo Sostenibile e Turismo Responsabile dell’ AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile) per la quale: “Il Turismo Sostenibile e Responsabile è attuato secondo principi di giustizia sociale ed economica e nel pieno rispetto dell’ambiente e delle culture. Il turismo responsabile riconosce la centralità della comunità locale ospitante e il suo diritto ad essere protagonista nello sviluppo turistico sostenibile e socialmente responsabile del proprio territorio. Opera favorendo la positiva interazione tra industria del turismo, comunità locali e viaggiatori.”

h4{color:#D3612B;}. Differenza tra Turismo Sostenibile e Turismo Responsabile

Premettendo che scindere in maniera netta i due aspetti non è propriamente corretto in quanto l’uno è conseguenza dell’altro, possiamo dire che mentre il “Turismo Responsabile” guarda più da vicino ai problemi legati alle popolazioni locali, al loro sviluppo economico e sociale, alla loro integrazione col turista e all’impatto etico che l’apparato turismo produce su di essi, il “Turismo Sostenibile” è concentrato sugli aspetti di inquinamento e di degrado ambientale che ne conseguono.
Questi, di seguito elencati, sono i punti su cui si stanno registrando dei cambiamenti seppur ancora talvolta troppo esigui e spesso limitati nella loro diffusione:
– contrastare il deliberato e reiterato sfruttamento delle risorse naturali (operatori del settore e grandi aziende turistiche, in primis i tour operator, da molti anni ormai stanno provocando danni inestimabili su scala planetaria).
– promuovere nuove politiche che tutelino il valore del territorio, favorendo al tempo stesso attrazioni per i visitatori
– sensibilizzare maggiormente le persone e renderle sempre più responsabili rispetto ai propri comportamenti da turista.
Tutto ciò legittimato dal fatto che le contaminazioni e lo sfruttamento dell’ambiente derivano in gran parte dalle strutture costruite sul territorio e dalle attività con fortissimi impatti sull’habitat. Hotel, villaggi vacanze, residence, complessi alberghieri; edificazioni annesse come ristoranti, fast-food, cinema, discoteche, strade, porti, aeroporti. Strutture ed infrastrutture spesso costruite a ridosso (se non all’interno) di parchi, di riserve marine, di siti naturali incontaminati.
Ognuna di queste produce un forte inquinamento attraverso l’uso massiccio di materie prime esauribili; la deforestazione di siti naturali, per far spazio al cemento e al catrame che impoveriscono il terreno e relegano l’agricoltura a spazi sempre minori; l’assorbimento e l’utilizzo indiscriminato dell’acqua potabile, per uso e consumo dei clienti e per le migliaia di piscine all’interno di alberghi e residence, privando intere comunità locali di una risorsa fondamentale. E ancora, attraverso la mole di rifiuti che vengono prodotti e non smaltiti adeguatamente; attraverso la produzione massiccia di polveri sottili (Pm dei mezzi di trasporto e altro) che oltre ad inquinare l’aria, penetrano il sotto suolo andando a contaminare le falde acquifere, utilizzate poi per dissetarsi, per irrigare i campi e per l’industria alimentare.
Da queste considerazioni e per risolvere tali e ulteriori problematiche si è cominciato a parlare di Turismo Sostenibile nel 1995 durante la Prima Conferenza Mondiale nella quale è stata redatta la “Carta di Lanzarote”, dichiarazione in 18 punti che contiene le linee guida per la realizzazione di un turismo equo, etico ed ecologico. Ovvero una nuova forma di viaggiare che mette in primo piano l’incontro con la gente dei Paesi visitati, il rispetto delle comunità locali e l’assoluta salvaguardia e attenzione per la natura e per tutte le risorse dell’ecosistema.
Ci sarebbero poi motivazioni di carattere politico ed economico associati ai numeri e all’importanza del turismo sostenibile; di tipo territoriale e sociale, legate alle particolarità di ogni sito; di promozione e marketing, correlati ai luoghi caratteristici da riportare alla luce e valorizzare, in un contesto globale che tende ad appiattire le differenze. Si dovrebbe discutere dei modi per realizzare questo nuovo turismo e dell’effettiva attuabilità di un nuovo modello. Queste e molte altre considerazioni andrebbero prese in cnsiderazione per costituire l’insieme “Turismo Sostenibile e Responsabile” e capirne davvero il valore che ricoprirà nei prossimi anni.

h4{color:#D3612B;}. Le soluzioni per il futuro

Si sta sicuramente facendo molto per lo sviluppo di una coscienza etica e solidale soprattutto in campo alimentare, dell’abbigliamento e dell’artigianato. E si stanno adoperando molte risorse in termini di uomini, tecnologie e mezzi per cercare di limitare la contaminazione del territorio attraverso la costruzione di strutture a basso impatto ambientale, con l’incentivazione di fonti di energia rinnovabile, con mezzi di trasporto sempre più ecologici. Detto questo nessuno è così ottimista da pensare di raggiungere un impatto “zero” sulla natura. Allo stesso modo però bisogna sicuramente impegnare tutte le forze e le possibilità a nostra disposizione, prime fra tutte le politiche nazionali e comunitarie dei paesi più industrializzati, per cercare di ridurre drasticamente l’inquinamento prodotto da ogni produzione dell’uomo tra le quali il turismo ricopre oggi un ruolo ormai di primo piano.
Un forte sprone a tale impegno può e deve nascere anche da una semplice considerazione: fino ad oggi ad usufruire del “bene turismo” sono stati paesi come gli Usa, gli stati europei più ricchi, i giapponesi e le nazioni del continente australiano. Ovvero, tradotto in cifre, solo 1,5 miliardi di persone, che, da alcuni anni a questa parte, hanno raggiunto la possibilità di viaggiare, contribuendo a gravi effetti sull’ambiente. Da qualche tempo anche gli asiatici hanno cominciato a spostarsi, soprattutto i cinesi, e buona parte dei paesi del Sud America. Dunque, in brevissimo tempo, circa 3,5 miliardi, si muoveranno in continuazione nel globo per turismo oltre che per lavoro.
A quel punto dovremo essere pronti a fronteggiare le conseguenze di un flusso turistico così ingente e delle sue conseguenze. Ma essere pronti per allora significa prepararsi fin da oggi, con tutto quello che un turismo responsabile e sostenibile comporta in termini di obblighi, di riduzioni e di prevenzione.

*Per chi volesse saperene di più*

http://www.unwto.org/index.php
http://www.wttc.org
http://www.aitr.org/
http://www.legambienteturismo.it
http://www.ecoturismo-italia.it/
http://www.viaggisolidali.it
http://www.icei.it/turismo.html
http://www.wwf.ch/it/fare/consiglipratici/improntaecologica/index.cfm