• Articolo , 23 settembre 2010
  • Chiuso il MEF, Usa: “Cina e India si impegnino a tagliare le emissioni”

  • Si è chiuso ieri il Major Economies Forum di New York, dove le 17 potenze mondiali responsabili dei più alti tassi di inquinamento al mondo hanno discusso di provvedimenti da adottare anche in vista del prossimo vertice di Cancun. Dagli Stati Uniti un invito a sottoscrivere accordi vincolanti per tutti i Paesi e soprattutto per quelli più inquinanti come Cina e India

(Rinnovabili.it) – Archiviata la due giorni di discussioni tra le delegazioni mondiali, riunite a New York per il “Major Economies Forum”:http://www.rinnovabili.it/clima-i-grandi-della-terra-discutono-al-major-economies-forum595757 il risultato dei negoziati internazionali non ha suscitato grandi sorprese. Il lento camminino delle 17 potenze mondiali riunite a New York verso accordi vincolanti sul clima ha fatto registrare una pressione, da parte degli Stati Uniti, a favore del taglio delle emissioni di tutte le nazioni e in particolare in quelle considerate responsabili dell’immissione in atmosfera di alti tassi di gas climalteranti. A conclusione degli incontri di New York, gli Usa sono tornati a ribadire la necessità di un maggiore impegno sul fronte del contrasto ai cambiamenti climatici e del taglio delle emissioni soprattutto dei due Paesi più energivori e inquinanti del pianeta, ovvero Cina e India.
“Se siamo nel campo dei provvedimenti e degli impegni giuridicamente vincolanti allora ritengo – ha detto ieri Todd Stern, l’inviato speciale Usa per il cambiamento climatico – che questi impegni debbano essere assunti anche da Cina e India e dagli altri Paesi in via di sviluppo”. Stern, sempre ieri, ha ricordato anche come gli Stati Uniti si siano impegnati a lavorare con le due popolose nazioni su diverse iniziative, anche se non obbligatorie, nel campo del contrasto ai cambiamenti climatici. Una pressione, quella degli Stati Uniti, che però si è scontrata proprio con il carattere non obbligatorio dei provvedimenti discussi e approvati durante il fallimentare vertice di Copenaghen dello scorso anno. “In realtà – ha poi specificato Stern – non stiamo spingendo per ottenere che Cina e India o Brasile abbiano accordi vincolanti ma diciamo solo che se ci vogliamo muore in un quadro di accordi di questo tipo allora devono essere vincolanti per tutti i Paesi”.

Nonostante la non obbligatorietà degli impegni c’è da sottolineare anche qualche timido tentativo di apertura registrato in nazioni come quella indiana che ha volontariamente deciso di ridurre entro il 2020 dal 20 al 25% le sue emissioni di CO2, rispetto agli altissimi tassi registrati nel 2005. Una pressione, quella sui Paesi più inquinanti ad adottare misure più incisive per contrastare l’inquinamento e i cambiamenti climatici, che è stata ribadita anche dal nostro Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo che, in conclusione del vertice di New York ha detto: “Resta ancora controversa la questione del secondo periodo d’impegni del Protocollo di Kyoto che scadono nel 2012. Per noi un nuovo impegno è subordinato agli impegni vincolanti delle maggiori economie del mondo incluse quelle dei grandi Paesi emergenti quali la Cina, India e Brasile”. Il Ministro ha poi sottolineato anche come la due giorni del Mef newyorkese abbia consentito, però, di fare “dei passi avanti che hanno rimesso in moto in meccanismo negoziale in vista della Conferenza di Cancun. Non stiamo ragionando su di una conclusione complessiva delle trattative – ha detto – ma ad un risultato intermedio che consenta di fare dei passi in avanti mettendo alle spalle il fallimento di Copenhagen”.