• Articolo , 3 aprile 2009
  • Cina, 220 mln di euro dalla BEI per mitigare il Climate Change

  • Una foresta bioenergetica, quattro wind farm e misure di efficientamento energetico per una cokeria siderurgica: tre operazioni che avvicineranno Pechino alla lotta attiva nei confronti del surriscaldamento globale

Programmi di forestazione, nuove installazioni eoliche ed interventi per la riduzione dell’inquinamento di un’importante impianto siderurgico: queste le tre aree che si spartiranno il cospicuo finanziamento ottenuto dalla BEI, la Banca europea per gli investimenti. Duecento venti milioni di euro in tutto, in relazione al mandato ALA IV per l’America latina e l’Asia che copre il periodo 2007-2013 e che prevede l’erogazione di prestiti per un importo fino a 3,8 miliardi di euro per operazioni di finanziamento che contribuiscano alla mitigazione dei cambiamenti climatici nelle suddette regioni o al supporto della presenza UE attraverso il trasferimento di tecnologia e di know-how. Del totale 50 milioni saranno indirizzati al cofinanziamento di due progetti di forestazione: il primo prevede la realizzazione di una “foresta bio-energetica” attraverso la piantumazione di specie arboree nella provincia di Jiangxi sfruttabili sia nella produzione di biodiesel che in quella alimentare; il secondo interessa tutta la Regione Autonoma della Mongolia Interna la cui riforestazione ridurrà i meccanismi di erosione del suolo contribuendo al sequestro carbonico.
135 milioni saranno destinati all’installazione di 4 nuovi parchi eolici per una potenza complessiva di 254 MW, mentre la quota restante servirà a migliorare l’efficienza energetica nonché le tecnologie di riduzione delle emissioni climalteranti della cokeria di un impianto siderurgico situato nella provincia di Guangdong. Tutte e tre le operazioni ovviamente riceveranno la certificazione CDM, il meccanismo flessibile previsto dal Protocollo di Kyoto.