• Articolo , 21 maggio 2009
  • Cina: ai Paesi industrializzati l’impegno maggiore sulle emissioni

  • Ma Zhaoxu, portavoce del ministero degli esteri cinese, ha invitato tutti i Paesi industrializzati a ridurre le emissioni di gas serra del 40% entro il 2020

(Rinnovabili.it) – Durante una conferenza tenutasi a Pechino il portavoce del ministero degli esteri, Ma Zhaoxu, ha invitato tutti i Paesi industrializzati a ridurre le emissioni di gas serra del 40% entro il 2020. Ha inoltre invitato i Paesi che non hanno aderito al protocollo di Kyoto ad impegnarsi nella riqualifica e nella riduzione delle emissioni, facendo un velato riferimento agli Stati Uniti.
Durante l’incontro il portavoce ha più volte citato il documento pubblicato dalla Commissione per lo Sviluppo e le Riforme (Ndrc), una sorta di superministero dell’economia, ed in cui viene affermato che la Conferenza di Copenhagen, in programma per dicembre, servirà a fissare i parametri della riduzione delle emissioni di gas serra.
La questione della divisione degli obiettivi e della quota di impegno sul versante emissioni continua dunque a rimbalzare da un tavolo politico all’altro e l’attesa per ciò che concerne l’assunzione di precisi target di riduzione da parte delle economie emergeti sembra non trovar fine. Quasi a virtuale risposta Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, nella sua relazione all’Assemblea annuale, ha posto l’accento sulla necessità di una strategia ambientale condivisa e globale: “L’ambiente è un patrimonio collettivo. Va tutelato per migliorare le condizioni di vita di tutti. L’abbattimento delle emissioni non può però ricadere solo sull’industria nè solo su alcuni Paesi”.
Ha poi concluso “impegni precisi dovranno essere assunti dalle economie emergenti asiatiche”, a cui si chiede non di “rinunciare a migliorare il tenore di vita delle popolazioni, ma di puntare subito sulle fonti energetiche meno inquinanti e sulle nuove tecnologie”.