• Articolo , 18 marzo 2008
  • Cina: la CO2 cresce e annulla gli sforzi di riduzione degli altri paesi

  • Una ricerca statunitense rivela che le emissioni cinesi stanno crescendo dell’11% l’anno e, se così fosse, renderebbero vani gli obiettivi fissati a Kyoto

Mentre le notizie di un possibile boicottaggio dei giochi olimpici stanno facendo rapidamente il giro del mondo, la Cina colleziona l’ennesima brutta figura “ambientalista”. A quanto riferito da una nuova ricerca, condotta dall’Università di Berkeley in California ed appena pubblicata negli Stati Uniti, le emissioni inquinanti nella Repubblica Popolare starebbero aumentando a velocità veramente folli. I ricercatori hanno calcolato le proiezioni di crescita del biossido di carbonio per il periodo 2004-2010, scoprendo che le emissioni stanno aumentando dell’11% l’anno e non, come stimavano finora anche gli studi dell’Ipcc, di una quota compresa tra il 2,5 e il 5%. La differenza nei dati è dovuta a una nuova metodologia di analisi, molto più dettagliata rispetto alle precedenti. Con questo andamento, il gigante cinese nel 2010 avrà prodotto 600 milioni di tonnellate di biossido di carbonio, oltre cinque volte l’ammontare della riduzione delle emissioni (116 milioni di tonnellate) promessa dai Paesi aderenti a Kyoto tra il 2008 e il 2012, nella prima fase di applicazione del trattato. Attualmente la Cina, come paese in via di sviluppo, ovvero inserito nella fascia “Non-Annex I” del protocollo di Kyoto, non ha alcuna soglia di riduzione da rispettare, ma appare chiaro che, se non si impegnerà a ridurre le sue emissioni nocive, renderà vano ogni sforzo al livello globale.