• Articolo , 11 maggio 2007
  • Clima: Al G8-Unesco Rubbia ammonisce i politici

  • Per il premio Nobel, il clima non è un problema dei soli scienziati ma riguarda anche i politici che devono concordare su misure urgenti ed efficaci. A suo avviso c’è davvero poco tempo, perchè siamo già nel mezzo del disastro

Carlo Rubbia ha definito “drammatico” il problema del cambiamento climatico, anche per l’impressione che il premio Nobel avverte circa le intenzioni del mondo politico, intenzioni che, a suo giudizio, si limitano “troppo ai problemi a corto termine”. L’esternazione è stata resa durante il “Forum mondiale G8-Unesco” sullo sviluppo sostenibile, in corso a Trieste, dove Rubbia ha sparato a zero dichiarando: “Se i governi non si mettono d’accordo mi domando cosa ci stanno a fare. Il vero problema è che stiamo parlando di processi globali e la struttura politica non è stata ancora capace di prendere una posizione globale – ed ha poi aggiunto – non abbiamo delle strutture planetarie capaci di decidere e ciascun paese pensa ai problemi suoi” La mancata ratifica degli Stati Uniti al protocollo di Kyoto è, per il premio Nobel, “un esempio di un certo egoismo” ma, anche i tempi di reazione dei governanti mondiali per attivare un qualsiasi protocollo per la riduzione delle emissioni, sono giudicati troppo lunghi alla luce del fatto che “la grande maggioranza degli esseri umani e delle piante sono oggi sottoposti a degli effetti dipendenti dall’uomo che sono straordinari e già presenti.” Lo scienziato ha infine ammonito: “Siamo già nel mezzo del disastro e i tempi tecnici per risolvere questa situazione e cambiare modo di vivere sono 10-15 anni” (fonte Ansa)